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5.000 ettari e 200 milioni di dollari, un nuovo progetto spagnolo per l’olivicoltura cilena

La Spagna oliandola si espande e fa investimenti in giro per il mondo. Il gruppo Peinsa vuole ottenere una produzione di dieci milioni di litri all’anno

03 maggio 2008 | T N

Il Cile terra di conquista degli spagnoli?
Gli investimenti olivicoli nel Paese sudamericano continuano a crescere ed a essere più attivi sono gli iberici.

Il gruppo Peinsa ha annunciato un investimento record di 200 milioni di dollari in tre anni per la produzione di olio d’oliva in Cile.

Chiuso il contratto per l’acquisto per 5.000 ettari di terreno su cui impiantare oliveti intensivi, con la consulenza di Agromillora.
Entro il 2010 la volontà è raggiungere una produzione annuale di 500.000 litri d’olio d’oliva all’anno.

Peinsa aveva già circa 300 ettari in produzione nella città di Murcia, ma in Cile ha visto l'opportunità di crescere in maniera significativa nel settore dando una maggiore dimensione alla sua attività.

Secondo le proiezioni, l’impianto, in piena produzione, dovrebbe raggiungere una produzione stimata annua di 10 milioni di litri di olio d’oliva, corrispondente al rendimento massimo che può essere richiesto ai 5000 ettari olivetati.

Peinsa vuole in particolare espandere le sue quote di mercato negli Stati Uniti, attraverso una partnership strategica con un distributore.

Secondo Agromillora il Cile è il Paese che dovrebbe conoscere, nei prossimi cinque anni, la maggiore espansione della superficie olivetta e la società iberica vuole ottenerne di fatto l’esclusiva.
“Abbiamo un 95% della quota di mercato in Cile – ha dichiarato il responsabile del gruppo - questo mercato rappresenta il 15% del fatturato di Agromillora.”

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