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La Spagna punta all'identità dell'olio d'oliva con DOP e IGP
In evidenza il legame diretto tra agricoltura sostenibile e qualità del prodotto finale. In Spagna ormai si contano 34 riconoscimenti DOP e IGP che certificano non solo l’elevata qualità del prodotto, ma anche il suo legame con il territorio di origine
03 aprile 2026 | 09:00 | C. S.
Mercosur e globalizzazione, sostenibilità ambientale ed economica, innovazione. Sono stati questi i temi portanti della II Cumbre Agroalimentaria “Sistemas Alimentarios Globales”, svoltasi la scorsa settimana a Barcellona nell’ambito del salone Alimentaria+Hostelco, manifestazione che quest’anno ha riservato un ruolo di primo piano all’olio d’oliva.
La direttrice dell'Interprofesional del Aceite de Oliva Español, Teresa Pérez ha evidenziato il valore delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), definite un modello esemplare per la valorizzazione del comparto. In Spagna, ha ricordato, si contano 34 riconoscimenti ufficiali da parte della Commissione europea, che certificano non solo l’elevata qualità del prodotto, ma anche il suo legame con il territorio di origine.
Al centro dell’attenzione sono state soprattutto le ricadute positive che DOP e IGP generano per i consumatori e per il tessuto economico e sociale delle aree rurali in cui queste produzioni si sviluppano.
A ribadirlo è stato Enric Dalmau, presidente della DOP Les Garrigues e della Sectorial de DOPs de España, secondo il quale queste certificazioni rappresentano molto più di un marchio di qualità. “Certificano una qualità, un modo di lavorare, un modo di fare, una cultura. Perché, alla fine, si tratta di cultura”, ha affermato.
Secondo Dalmau, questo modello può diventare uno strumento decisivo per contrastare lo spopolamento delle campagne e incentivare le nuove generazioni a restare nel mondo agricolo. “È il modo per fare in modo che i giovani vogliano restare nelle aree rurali, lavorare la terra e continuare a produrre queste meraviglie”, ha dichiarato, sottolineando come dietro ogni bottiglia di qualità vi siano “anni di impegno, esperienza e tradizione”.
Un percorso di crescita e consolidamento che, secondo José Gilabert, presidente della IGP Aceite de Jaén, è oggi in piena espansione. Gilabert ha spiegato che il nuovo obiettivo del consiglio regolatore è quello di coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese, cooperative e produttori in una strategia basata sulla qualità e sulla differenziazione. In questo contesto, ha osservato, gli strumenti DOP e IGP risultano “fondamentali”.
Sul fronte della sostenibilità è intervenuto anche Francisco Reyes, presidente della Deputazione Provinciale di Jaén, che ha messo in evidenza il legame diretto tra agricoltura sostenibile e qualità del prodotto finale. “Un’agricoltura sostenibile produce un alimento di qualità, come gli oli delle denominazioni di origine, dove l’agricoltore cura l’olivo e segue con attenzione la coltivazione per ottenere un prodotto eccellente”, ha spiegato.
Reyes ha poi posto l’accento su un aspetto cruciale per il futuro del settore: il riconoscimento economico del valore della qualità. “La qualità ha un prezzo e una parte della popolazione è disposta a pagarlo”, ha osservato, aggiungendo però che è necessario un maggiore lavoro di sensibilizzazione. “Se non comprendiamo che prodotti come questi sono fondamentali anche per la salute, difficilmente riusciremo a conquistare nuove cucine e nuovi palati”.
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