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Nuove regole per l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
09 aprile 2026 | 10:00 | C. S.
La Commissione europea ha pubblicato un documento orientativo per facilitare un’applicazione uniforme del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), in vigore da febbraio 2025. L’obiettivo è fornire maggiore certezza giuridica alle imprese e agli Stati membri, semplificare gli adempimenti normativi e rafforzare il mercato unico attraverso regole comuni per l’intera filiera del packaging.
Il contesto, del resto, è sempre più pressante. Nel 2023 ogni cittadino europeo ha generato in media 178 chilogrammi di rifiuti di imballaggio. In assenza di misure aggiuntive, il volume complessivo potrebbe aumentare del 19% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2018, mentre i rifiuti plastici potrebbero crescere fino al 46%. A questa pressione ambientale si aggiunge la frammentazione normativa tra i diversi Stati membri, che negli ultimi anni ha comportato costi amministrativi rilevanti per l’industria.
Chiarimenti su produttori, riuso e sostanze PFAS
La nuova guida interviene sui punti del regolamento che hanno sollevato il maggior numero di dubbi interpretativi tra gli operatori. Tra gli aspetti principali, il documento chiarisce quando un’impresa debba essere considerata “fabbricante” o “produttore” ai fini del PPWR e quali articoli rientrino nella definizione legale di imballaggio.
La Commissione fornisce inoltre indicazioni più dettagliate sull’applicazione delle restrizioni relative ad alcuni imballaggi monouso, sugli obiettivi di riutilizzo e sugli obblighi connessi alla responsabilità estesa del produttore (EPR). Un capitolo particolarmente sensibile riguarda le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) negli imballaggi destinati al contatto con alimenti, tema centrale per l’industria alimentare e del largo consumo, su cui la guida offre precisazioni operative.
Tra gli altri elementi affrontati figurano anche l’implementazione dei sistemi di deposito cauzionale e restituzione, così come l’armonizzazione dei criteri legati alla registrazione e alla rendicontazione nell’ambito dei regimi di responsabilità estesa del produttore.
Riciclabilità obbligatoria e contenuto riciclato al centro della strategia UE
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica. Sono inoltre previste misure di prevenzione volte a limitare il sovraimballaggio, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, il consumo idrico e più in generale l’impatto ambientale associato al packaging.
Parallelamente, Bruxelles sta lavorando agli atti delegati e di esecuzione che dovranno definire aspetti tecnici cruciali per l’attuazione del regolamento, tra cui l’etichettatura armonizzata per agevolare la corretta separazione dei rifiuti da parte dei consumatori, i formati standardizzati di informazione e i criteri tecnici di riciclabilità. Si tratta di un percorso che la Commissione sta sviluppando in coordinamento con gli Stati membri, gli operatori economici e i partner commerciali.
Più certezza giuridica per accompagnare la transizione circolare
Le domande frequenti che accompagnano il documento raccolgono molte delle questioni pratiche sollevate dagli operatori economici dopo l’adozione del regolamento e saranno aggiornate progressivamente in base all’avanzamento della sua applicazione. Pur non modificando il contenuto giuridico del PPWR, la guida rappresenta un riferimento interpretativo ufficiale che punta a ridurre l’incertezza regolatoria e a facilitare l’adeguamento delle imprese.
Secondo la Commissione, l’obiettivo è accompagnare una transizione ordinata verso una filiera degli imballaggi più circolare, competitiva e coerente con gli obiettivi climatici e industriali dell’Unione europea. Con questa iniziativa, Bruxelles cerca di bilanciare ambizione ambientale e sostenibilità economica in uno dei comparti più strategici per il mercato interno e per l’autonomia materiale europea.
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