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L'export di olio d’oliva tunisino supera 380 mila tonnellate nei primi dieci mesi
Le esportazioni della Tunisia corrono nella campagna 2025-2026: i volumi sono già oltre quota 380 mila tonnellate e i ricavi sfiorano i 2 miliardi di euro. A fine annata l’Onh prevede oltre 400 mila tonnellate, ma resta forte la dipendenza dal mercato dello sfuso
12 settembre 2026 | 09:00 | C. S.
La Tunisia si avvia a chiudere la campagna olearia 2025-2026 con un risultato particolarmente positivo sul fronte delle esportazioni. Nei primi dieci mesi dell’annata sono state commercializzate sui mercati esteri oltre 380 mila tonnellate di olio d’oliva, per un valore complessivo di circa 4,8 miliardi di dinari, equivalenti a oltre 1,4 miliardi di euro.
A fornire il dato è stato Moez Ben Amor, presidente-direttore generale dell’Ufficio nazionale dell’olio (Onh), intervenuto all'emittente radiofonica tunisina Mosaique Fm. Secondo Ben Amor, il bilancio finale della campagna dovrebbe superare 400 mila tonnellate esportate, con introiti superiori a 5 miliardi di dinari, circa 1,48 miliardi di euro.
Export in forte crescita
L'andamento dei primi dieci mesi conferma una stagione di forte espansione delle vendite all'estero. Già a fine luglio, dopo nove mesi di campagna, l'Osservatorio nazionale dell'agricoltura (Onagri) aveva rilevato esportazioni per 368 mila tonnellate, contro le 236.900 tonnellate dello stesso periodo della campagna precedente. L'incremento era quindi del 55,3%.
Ancora più significativo il valore dell'export, salito del 44,4% a 4,605 miliardi di dinari. La differenza tra la crescita dei volumi e quella dei ricavi evidenzia tuttavia anche l'effetto della progressiva normalizzazione dei prezzi internazionali dell'olio d'oliva dopo i picchi raggiunti nelle campagne precedenti.
L'olio extravergine continua a rappresentare la componente dominante dell'export tunisino, con una quota pari all'83,6% dei quantitativi esportati.
Europa primo mercato, Stati Uniti sempre più importanti
L'olio tunisino è oggi presente, secondo l'Onh, in 82 mercati internazionali. L'Unione europea mantiene il ruolo di principale area di destinazione: nei primi nove mesi della campagna ha assorbito il 57,1% dei volumi esportati, con Spagna e Italia ai primi posti.
Il Nord America ha invece rappresentato il 24% dell'export, con gli Stati Uniti come principale mercato di riferimento. La geografia delle esportazioni conferma quindi la duplice natura del sistema tunisino: da una parte la forte integrazione con la filiera mediterranea ed europea, dall'altra la crescente capacità di penetrazione nei mercati nordamericani.
Cresce il confezionato, ma lo sfuso resta dominante
Uno degli elementi sui quali il settore tunisino punta maggiormente è l'aumento delle esportazioni di olio confezionato. Secondo Ben Amor, nella campagna in corso sono state esportate circa 55 mila tonnellate di prodotto in bottiglia o in altri imballaggi, contro le 42 mila tonnellate della precedente annata.
Il dato disponibile a fine luglio indicava 51.500 tonnellate confezionate, pari al 14% dell'export complessivo. Di conseguenza, circa l'86% dell'olio tunisino continua a essere esportato sfuso.
È proprio questo uno dei principali limiti strutturali che il Paese intende affrontare. L'incremento delle vendite di prodotto confezionato con marchi tunisini consentirebbe infatti di trattenere una quota maggiore del valore lungo la filiera, riducendo la dipendenza dagli operatori esteri che acquistano olio sfuso per poi confezionarlo e commercializzarlo con i propri marchi.
Stoccaggio e sostegno alla filiera
Per Ben Amor, tra le priorità per il settore figurano il rafforzamento delle capacità di stoccaggio, l'assistenza agli olivicoltori e il sostegno agli esportatori.
La questione dello stoccaggio assume particolare rilevanza in una campagna caratterizzata da volumi di esportazione molto elevati. Una maggiore capacità di conservazione permetterebbe infatti di gestire più efficacemente i flussi di prodotto e di ridurre la necessità di collocare rapidamente l'olio sui mercati internazionali.
La sfida per la Tunisia non è dunque soltanto aumentare le tonnellate esportate. Con una previsione superiore alle 400 mila tonnellate per il 2025-2026, il Paese conferma il proprio peso crescente nel commercio mondiale dell'olio d'oliva. Il passaggio successivo sarà trasformare una parte più consistente di questi volumi in valore aggiunto nazionale, aumentando il confezionato, rafforzando i marchi tunisini e riducendo progressivamente la quota di prodotto venduta sfusa.
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