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Olio di sansa di oliva, la Spagna domina il mondo: 125 mila tonnellate e il 60% della produzione globale

Olio di sansa di oliva, la Spagna domina il mondo: 125 mila tonnellate e il 60% della produzione globale

La Spagna si conferma il principale polo mondiale dell’olio di sansa di oliva, con una produzione attesa di 125 mila tonnellate nella campagna 2025/26 e una quota prossima al 60% dell’offerta globale. Un comparto da circa 600 milioni di euro di fatturato

10 settembre 2026 | 09:00 | C. S.

La Spagna consolida la propria posizione dominante nel mercato internazionale dell’olio di sansa di oliva. Secondo il Rapporto settoriale 2026 sull’olio di sansa di oliva, il Paese dovrebbe produrre circa 125 mila tonnellate nella campagna 2025/26, pari a quasi il 60% della produzione mondiale.

Una leadership che si riflette anche negli scambi internazionali: la Spagna concentra infatti circa il 68% del commercio mondiale di olio di sansa e si conferma contemporaneamente primo produttore ed esportatore.

Il comparto rappresenta una componente importante dell’economia oleicola spagnola, con circa 3.000 posti di lavoro diretti e 15 mila indiretti e un fatturato medio vicino ai 600 milioni di euro. La sua peculiarità risiede soprattutto nella capacità di trasformare un sottoprodotto dell'industria olearia in una materia prima industriale e commerciale di valore.

Dall’orujo all’olio: un’industria che recupera valore

Ogni anno l’industria olearia mondiale produce tra 13 e 18 milioni di tonnellate di sansa grassa o alpeorujo, pari a circa l’80% del peso dell’oliva lavorata. Attraverso i processi di estrazione e successiva raffinazione, una parte di questo materiale viene trasformata in olio di sansa di oliva.

La produzione mondiale si aggira intorno alle 200 mila tonnellate, con la Spagna protagonista assoluta grazie a una filiera industriale altamente specializzata.

Il modello spagnolo consente così di integrare le diverse fasi della catena olearia, dalla molitura all'estrazione, fino alla raffinazione e al confezionamento. La gran parte dell'olio ottenuto viene poi collocata sui mercati internazionali, con una presenza commerciale che supera 130 Paesi.

67 estrattori e 22 raffinerie

La struttura industriale spagnola spiega in larga misura la forza competitiva del settore. Il Paese conta 1.852 frantoi, 1.700 imprese di confezionamento, 67 estrattori di sansa e 22 raffinerie.

Nei primi tre mesi della campagna 2025/26, i 67 impianti di estrazione hanno lavorato oltre 4,2 milioni di tonnellate di sansa grassa umida, ottenendo 31.109 tonnellate di olio di sansa crudo attraverso processi di estrazione fisica e chimica.

Per l’intera campagna è prevista una disponibilità complessiva di circa 241.408 tonnellate, considerando anche le scorte iniziali, che nell’ottobre 2025 ammontavano a 53.908 tonnellate.

Export in calo, ma la Spagna resta il gigante mondiale

La riduzione delle quotazioni ha avuto un impatto significativo sul valore dell'export spagnolo. Nella campagna 2024/25 le esportazioni di olio di sansa hanno generato 326 milioni di euro, contro i 425 milioni dell'esercizio precedente.

Il calo è riconducibile soprattutto alla correzione dei prezzi dopo gli anni caratterizzati da quotazioni eccezionalmente elevate. Il valore medio unitario dell'export è diminuito del 24%, attestandosi a 3.097,1 euro per tonnellata.

Nonostante la flessione, il valore rimane superiore alla media di molte delle campagne precedenti.

Italia primo mercato per volume

Tra i mercati di destinazione, l'Italia occupa una posizione di primo piano. Nella campagna 2024/25 ha assorbito 17.235 tonnellate, pari al 16,4% delle esportazioni spagnole.

Particolarmente dinamiche sono state anche le vendite verso Portogallo e Cina. Le esportazioni verso il Portogallo sono cresciute del 126%, mentre quelle verso la Cina hanno registrato un incremento del 54%.

Numeri che confermano come la domanda internazionale rappresenti il principale sbocco per l'industria spagnola dell'olio di sansa.

Fuori dall’Europa si gioca la partita più importante

La geografia dell'export evidenzia inoltre una crescente proiezione verso i mercati extraeuropei.

Nel 2024/25 la Spagna ha esportato 61.563 tonnellate verso i Paesi terzi, contro le 43.555 tonnellate destinate agli altri Paesi dell'Unione europea.

In termini di valore, i mercati extra Ue hanno rappresentato il 64% dell'export complessivo. Non solo: il prezzo unitario delle vendite verso i Paesi terzi è risultato del 24% superiore rispetto a quello delle esportazioni dirette nell'Unione europea.

Un differenziale che rende i mercati internazionali particolarmente strategici per la redditività del comparto.

Anche le importazioni restano rilevanti

La Spagna, pur essendo il principale produttore ed esportatore mondiale, importa a sua volta quantità significative di olio di sansa. Nel 2024/25 gli acquisti dall'estero hanno raggiunto 65.886 tonnellate, per un valore di 86,3 milioni di euro.

Si tratta, secondo il rapporto, del livello più basso degli ultimi anni, a conferma della correzione intervenuta dopo la fase di forte tensione sui prezzi.

Prezzi più stabili dopo la grande correzione

La campagna 2025/26 sembra svilupparsi in un quadro decisamente più equilibrato rispetto agli esercizi precedenti.

La produzione spagnola di olio di oliva è attesa intorno a 1,25 milioni di tonnellate, al di sotto della stima iniziale di 1,37 milioni, soprattutto a causa della minore produzione in Andalusia.

Per l'olio di sansa, tuttavia, il mercato appare relativamente stabile. Il sansa crudo si colloca intorno a 140 euro per 100 chilogrammi, mentre il sansa raffinato si aggira sui 200 euro per 100 chilogrammi, livelli considerati sostanzialmente in linea con le medie degli ultimi esercizi.

Anche a livello europeo il quadro appare equilibrato: la campagna 2025/26 parte da 372 mila tonnellate di scorte, una produzione stimata in circa 2 milioni di tonnellate e esportazioni previste per 780 mila tonnellate.

Il vero vantaggio competitivo è nell’economia circolare

Il caso spagnolo mostra come l'olio di sansa possa rappresentare molto più di un semplice prodotto secondario dell'industria olearia.

La possibilità di recuperare materia e valore da uno dei principali sottoprodotti della lavorazione delle olive ha consentito alla Spagna di costruire una filiera industriale competitiva, fortemente orientata all'export e capace di servire oltre 130 mercati.

In un settore sempre più condizionato dalla volatilità delle produzioni, dai prezzi delle materie prime e dagli effetti del cambiamento climatico, la valorizzazione integrale dell'oliva diventa quindi anche una strategia industriale.

Ed è proprio questa capacità di trasformare un sottoprodotto in una commodity internazionale a spiegare perché la Spagna continui a detenere una posizione di assoluto rilievo nel mercato mondiale dell'olio di sansa di oliva.

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