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MOAH, al voto a novembre con nuovi limiti per l'olio d'oliva

MOAH, al voto a novembre con nuovi limiti per l'olio d'oliva

La Commissione europea prepara il voto sulla nuova normativa sugli idrocarburi aromatici degli oli minerali (MOAH), atteso per novembre. La Scientific Society of Olive Encyclopaedists greca contesta però le basi scientifiche e analitiche dei limiti proposti e chiede che non vengano penalizzati oli di oliva e oli di sansa

07 settembre 2026 | 11:00 | C. S.

La nuova normativa europea sui Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons (MOAH) si avvicina a un passaggio decisivo. Secondo quanto comunicato dalla Scientific Society of Olive Encyclopaedists (4E), la Commissione europea ha informato l’organizzazione che sono in corso le procedure interne per predisporre il testo da sottoporre al voto degli Stati membri. Il voto è previsto per novembre 2026.

La questione assume particolare rilevanza per la filiera olivicola, perché i limiti quantitativi allo studio potrebbero avere conseguenze significative sulla produzione e commercializzazione degli oli vergini di oliva, sul comparto dei frantoi e sugli oli di sansa di oliva.

La 4E ricorda di avere trasmesso alla Commissione, già il 27 febbraio 2024, un documento ufficiale contenente dati scientifici, osservazioni e proposte sulla futura regolamentazione dei MOAH. Il documento era stato trasmesso anche alle competenti autorità greche.

La Commissione ha condiviso le osservazioni della 4E

Nella risposta alla seconda lettera inviata dalla 4E, la Commissione europea ha comunicato che le posizioni dell'organizzazione sono state condivise con tutti i partecipanti alla consultazione, compresi gli Stati membri e gli stakeholder europei.

Bruxelles ha inoltre spiegato che sono attualmente in corso le procedure interne necessarie alla predisposizione della proposta legislativa. Una volta completato questo passaggio, gli operatori interessati saranno informati del contenuto della bozza di regolamento, destinata a essere sottoposta al voto nel mese di novembre.

È tuttavia soprattutto il contenuto tecnico della futura normativa a preoccupare la 4E. L'organizzazione ritiene infatti che esista una contraddizione tra le incertezze scientifiche ancora riconosciute dalla stessa Commissione e la volontà di introdurre comunque limiti quantitativi vincolanti per i MOAH.

Secondo la 4E, tale impostazione potrebbe produrre conseguenze particolarmente negative per gli oli prodotti nei Paesi olivicoli dell'Unione europea.

Il problema del metodo analitico per misurare i MOAH

Uno dei principali punti critici riguarda il metodo analitico utilizzato per determinare la presenza dei MOAH.

La 4E sostiene che la Commissione abbia riconosciuto alcune delle criticità evidenziate dall'organizzazione. All'interno della più ampia categoria degli idrocarburi degli oli minerali, infatti, possono essere presenti composti con caratteristiche tossicologiche differenti, alcuni dei quali presentano una tossicità bassa o ancora incerta.

Secondo la società scientifica, il metodo analitico proposto non sarebbe in grado di distinguere adeguatamente questi differenti composti. Ne deriverebbe una determinazione complessiva di sostanze che possono avere struttura e caratteristiche differenti, con il rischio di attribuire ai MOAH anche composti che non presentano necessariamente la stessa pericolosità.

Il risultato potrebbe essere una sovrastima o una sottostima della presenza effettiva dei composti oggetto della normativa.

Per la 4E, introdurre sanzioni o limitazioni commerciali sulla base del superamento di una soglia quantitativa, quando lo stesso metodo di misurazione presenta significative incertezze, rappresenterebbe quindi un problema sia dal punto di vista scientifico sia sotto il profilo giuridico.

Tossicità accertata o principio di precauzione?

Un secondo elemento di discussione riguarda la distinzione tra MOAH effettivamente tossici e composti per i quali la tossicità non è stata dimostrata.

La 4E sottolinea come la Commissione riconosca l'esistenza, tra i composti individuati nell'ambito dei MOH, di sostanze per le quali esistono soltanto indicazioni di possibile tossicità, senza una dimostrazione definitiva.

Nonostante questa incertezza, secondo l'organizzazione, l'approccio regolatorio finirebbe per considerare tali composti alla stregua di sostanze tossiche, applicando sostanzialmente un criterio secondo il quale, in presenza di un dubbio, prevale l'ipotesi di pericolosità.

La 4E considera questo approccio problematico perché, se applicato in maniera generalizzata alla chimica degli alimenti, potrebbe portare a considerare non accettabili numerose sostanze sulla base della sola esistenza di indicazioni, e non di una tossicità scientificamente dimostrata.

Il caso dell'olio di sansa

Particolarmente delicata è la situazione dell'olio di sansa di oliva.

La 4E richiama la presenza, documentata nella letteratura scientifica internazionale, di composti naturalmente presenti nella materia prima e che non sono necessariamente tossici. Il problema nasce dal fatto che alcuni di questi composti possono essere determinati analiticamente insieme ai MOAH.

Nel caso dell'olio di sansa, la questione sarebbe ulteriormente accentuata dal processo produttivo. L'estrazione della sansa mediante solvente consente infatti di recuperare l'olio, ma può anche concentrare i composti naturalmente presenti nella matrice.

La 4E paragona questo fenomeno a quanto avviene negli alimenti essiccati: eliminando l'acqua, le sostanze naturalmente presenti possono risultare più concentrate rispetto al prodotto originario.

Secondo l'organizzazione, questo meccanismo può portare l'olio di sansa a superare i limiti di MOAH quando vengono determinati anche composti naturali che vengono analiticamente inclusi nella stessa frazione.

La Commissione, secondo quanto riferito dalla 4E, avrebbe riconosciuto la specificità del problema e valutato un trattamento analogo a quello previsto per altre categorie alimentari, come gli alimenti essiccati. La soluzione prospettata sarebbe l'introduzione di limiti più elevati per l'olio di sansa.

Per la 4E non basta alzare i limiti

È proprio questa impostazione a essere contestata dalla società scientifica.

Secondo la 4E, la Commissione starebbe cercando di risolvere le criticità scientifiche attraverso una sorta di compromesso regolatorio, combinando limiti più elevati e tempi di applicazione più lunghi.

Una soluzione che, secondo l'organizzazione, non affronta però il problema alla radice.

La posizione della 4E è netta: prima di stabilire limiti quantitativi vincolanti occorre disporre di una solida base scientifica sulla tossicità dei composti individuati e di un metodo analitico capace di misurarli in modo affidabile.

In assenza di queste condizioni, sostiene la società, non sarebbe corretto introdurre soglie che potrebbero determinare la non conformità di oli di oliva e oli di sansa sulla base di misurazioni che includono anche composti di natura e tossicità differenti.

Novembre sarà il passaggio decisivo

Il dossier entra quindi nella fase decisiva. La Commissione europea sta preparando il testo che, secondo le informazioni trasmesse alla 4E, dovrebbe essere sottoposto al voto nel novembre 2026.

Per il settore olivicolo, l'esito del procedimento potrebbe avere conseguenze rilevanti. L'introduzione di limiti MOAH particolarmente restrittivi, infatti, non riguarda soltanto la sicurezza alimentare e i controlli ufficiali, ma può incidere direttamente sulla commercializzabilità degli oli, sui costi dei controlli e sulle responsabilità degli operatori lungo la filiera.

La 4E chiede quindi che la regolamentazione venga costruita sulla base di evidenze scientifiche solide e di sistemi analitici affidabili. In caso contrario, il rischio denunciato dall'organizzazione è che una normativa nata per tutelare la salute pubblica finisca per penalizzare prodotti e comparti produttivi senza una sufficiente dimostrazione del reale rischio associato alle sostanze misurate.

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