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L’export di olio di oliva confezionato tunisino accelera: nel mirino Cina, Brasile e Russia

L’export di olio di oliva confezionato tunisino accelera: nel mirino Cina, Brasile e Russia

Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni di olio d’oliva confezionato della Tunisia sono cresciute del 57%, raggiungendo circa 41 mila tonnellate. Ricavi a 666 milioni di dinari. Il Paese amplia la presenza internazionale e punta su nuovi mercati e sulla promozione diretta ai consumatori

17 agosto 2026 | 12:00 | C. S.

La Tunisia accelera sull’olio d’oliva confezionato e punta a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni hanno raggiunto circa 41 mila tonnellate, con una crescita del 57% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più significativo l'incremento dei ricavi, saliti del 42% a quasi 666 milioni di dinari tunisini.

I dati sono stati presentati durante la 36ª riunione del Consiglio tunisino dell’olio d’oliva confezionato, svoltasi il 20 luglio presso il ministero dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia. L’andamento conferma la volontà tunisina di aumentare il valore aggiunto delle proprie esportazioni, puntando non soltanto sui volumi ma soprattutto sulla vendita di prodotto confezionato e riconoscibile sui mercati esteri.

Una rete commerciale sempre più ampia

Nei primi sei mesi dell’anno l’olio tunisino confezionato è stato esportato verso 62 destinazioni internazionali. Accanto ai mercati tradizionali, tra cui Canada, Stati Uniti, Paesi del Golfo, Francia e Belgio, la Tunisia ha aperto nuovi sbocchi commerciali in Giordania, Brasile, Cina e Russia.

La diversificazione geografica rappresenta uno degli elementi centrali della strategia tunisina. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai mercati storicamente più importanti e intercettare la crescita della domanda in Paesi caratterizzati da ampi bacini di consumatori e da un crescente interesse verso l’olio d’oliva.

A sostenere questa espansione contribuisce anche l’aumento del numero delle imprese esportatrici, considerato dalle autorità tunisine un segnale della maggiore capacità degli operatori di competere e posizionarsi sui mercati internazionali.

Dalla vendita del prodotto alla costruzione del marchio

La strategia non si limita all’apertura di nuovi mercati. Il Consiglio tunisino dell’olio d’oliva confezionato ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra settore pubblico e imprese private per accrescere la valorizzazione dell’olio tunisino.

Per il 2026 sono stati approvati programmi pubblicitari e promozionali destinati alle aziende, mentre per il 2027 è previsto un ulteriore programma di interesse generale. L’obiettivo dichiarato è consolidare l’immagine dell’olio tunisino come prodotto di qualità, aumentarne la notorietà e sostenere la diversificazione degli sbocchi commerciali.

Una particolare attenzione viene inoltre riservata alle attività Business to Consumer, con campagne rivolte direttamente al consumatore finale attraverso pubblicità e marketing digitale. È un cambio di prospettiva rilevante per un Paese che storicamente ha esportato una quota consistente della propria produzione come olio sfuso: conquistare il consumatore significa infatti appropriarsi di una parte maggiore del valore lungo la filiera.

La sfida sui mercati globali

La crescita dell’olio confezionato tunisino conferma quindi una tendenza che va oltre il semplice aumento delle esportazioni. La Tunisia sta cercando di trasformare la propria forza produttiva in una maggiore presenza commerciale e in un’identità di prodotto sui mercati internazionali.

L’ingresso in mercati come Cina, Brasile e Russia, insieme al rafforzamento della presenza negli Stati Uniti e nei Paesi del Golfo, amplia il perimetro competitivo dell’olio tunisino. Una dinamica destinata a interessare anche gli altri grandi Paesi esportatori mediterranei, Italia compresa, soprattutto laddove la competizione si sposta dal mercato dello sfuso a quello dell’olio confezionato, della marca e della relazione diretta con il consumatore.

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