Mondo

Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine

Olio d'oliva, l'accusa di OliveA: le importazioni tunisine vengono usate per deprimere i prezzi all'origine

L'associazione spagnola OliveA Tradición y Progreso denuncia un utilizzo sempre più esteso delle importazioni di olio tunisino, in particolare attraverso il regime di perfezionamento attivo. Così si mantengono sotto pressione le quotazioni riconosciute agli olivicoltori

04 agosto 2026 | 09:00 | C. S.

L'andamento dei prezzi all'origine dell'olio d'oliva in Spagna non rispecchierebbe le reali dinamiche di mercato, ma sarebbe influenzato dalle strategie commerciali di un ristretto gruppo di grandi operatori. È la denuncia lanciata dall'associazione OliveA Tradición y Progreso, che punta il dito contro il crescente ricorso alle importazioni di olio proveniente dalla Tunisia come strumento per esercitare una pressione al ribasso sui prezzi pagati ai produttori spagnoli.

Secondo OliveA, la tesi trova riscontro nei dati delle Dogane spagnole e dell'Agenzia per l'informazione e il controllo alimentare (AICA), dai quali emerge che le importazioni di olio tunisino sono aumentate dell'85% rispetto al 2016, raggiungendo una media annua di 123.000 tonnellate. La Spagna è ormai il principale mercato europeo di destinazione di questo prodotto, che entra nel Paese sia attraverso il contingente comunitario di 56.700 tonnellate esente da dazi sia, soprattutto, mediante il regime di perfezionamento attivo (RPA), che consente importazioni senza limiti quantitativi a condizione che il prodotto venga riesportato entro sei mesi.

Per il presidente di OliveA, José Gilabert, il ricorso al regime di perfezionamento attivo ha progressivamente perso il carattere straordinario per il quale era stato concepito, trasformandosi in uno strumento strutturale capace di influenzare il mercato.

«Il problema non è il meccanismo in sé, perfettamente legale e sottoposto a rigorosi controlli doganali, ma l'utilizzo che viene fatto di questo strumento», afferma Gilabert.

L'associazione evidenzia che nel 2025 il 61% dell'olio importato dalla Tunisia, pari a circa 95.000 tonnellate, è entrato in Spagna attraverso il regime di perfezionamento attivo. Nei primi quattro mesi del 2026 la quota sarebbe salita al 96%, con 37.400 tonnellate autorizzate tramite questa procedura.

Secondo OliveA, ogni tonnellata acquistata in Tunisia rappresenta una tonnellata in meno acquistata agli olivicoltori spagnoli. L'impiego di olio importato a prezzi inferiori per le successive operazioni di riesportazione contribuirebbe così a creare una maggiore pressione commerciale sul mercato interno, con ripercussioni dirette sulle quotazioni all'origine.

L'associazione sottolinea inoltre che questa dinamica si verifica mentre la commercializzazione dell'olio mantiene un andamento positivo e gran parte delle scorte nazionali resta concentrata nelle aree dell'olivicoltura tradizionale. Jaén dispone di circa 160.000 tonnellate di olio in giacenza, pari al 38% del totale nazionale; Córdoba ne conserva 102.000 tonnellate (24%), Siviglia 48.000 tonnellate (11%) e Granada 22.500 tonnellate (5%). Complessivamente, l'80% delle scorte spagnole è localizzato in queste quattro province andaluse.

Alla luce di questo scenario, OliveA chiede una più rigorosa applicazione della Legge sulla Catena Alimentare affinché i prezzi riconosciuti ai produttori riflettano i reali costi di produzione. Come riferimento viene indicato l'aggiornamento dello studio realizzato dall'Associazione spagnola dei Comuni dell'Olivo (AEMO), secondo cui negli ultimi sei anni i costi di produzione dell'olivicoltura sono aumentati di circa il 57%, principalmente a causa dell'incremento dei costi della manodopera, dell'energia, della meccanizzazione e dei fertilizzanti.

Per l'associazione, il comparto ha ora la necessità di garantire una maggiore trasparenza nelle dinamiche di mercato e di assicurare che gli strumenti previsti dalla normativa comunitaria non producano effetti distorsivi a danno dei produttori di olio d'oliva spagnoli.

Potrebbero interessarti

Mondo

Olio d’oliva, l’Andalusia esporta oltre 1,4 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2026

Il valore delle esportazioni di olio d’oliva ha registrato una flessione del 10,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. La contrazione è riconducibile principalmente alla riduzione dei prezzi dell’olio d’oliva

12 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Le frodi dell'olio in Brasile: oli vergini e lampanti venduti come extravergini

Analisi del Ministero dell’Agricoltura brasiliano hanno classificato come vergini alcuni oli commercializzati come extravergini. Altri prodotti sono risultati lampanti, categoria non idonea al consumo diretto. La Procura di San Paolo chiede ora controlli più stringenti sulle importazioni

11 agosto 2026 | 09:00

Mondo

Agricoltura 4.0, l'Europa è spaccata in due: connessa sì, intelligente ancora no

Non basta avere Internet nei campi per fare agricoltura di precisione. Mentre Danimarca e Germania sfiorano il 100% di connettività, solo il 18% delle aziende usa tecnologie avanzate. Ma quelle poche gestiscono già quasi la metà della superficie agricola europea

06 agosto 2026 | 11:00

Mondo

Raccolto promettente negli oliveti della Sierra de Cazorla in Spagna

L'elevato numero di frutti per germoglio lascia intravedere una campagna olearia superiore alla media. Tuttavia, la DOP Aceite Sierra de Cazorla invita alla prudenza: saranno l'andamento climatico, la disponibilità d'acqua e la formazione dell'olio nei prossimi tre mesi a determinare il risultato finale

04 agosto 2026 | 11:00

Mondo

L'olivicoltura tradizionale di Jaén alla prova della sostenibilità economica: i costi nascosti mettono in crisi il modello produttivo

Una ricerca basata sul metodo OliCost rivela che la principale minaccia per l'olivicoltura tradizionale non è il prezzo dell'olio, ma una struttura aziendale frammentata e l'incapacità di contabilizzare i reali costi di produzione

03 agosto 2026 | 14:00

Mondo

La Spagna investe sempre più nell'olivicoltura irrigua: 9000 ettari in Castilla La Mancha

Il governo regionale ha presentato alla Confederazione Idrografica del Guadalquivir un progetto per trasformare tra 6.000 e 9.000 ettari di oliveto da asciutto a irrigato. L’intervento, sostenuto da un investimento di 15 milioni di euro

03 agosto 2026 | 11:00