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Le cooperative olivicole andaluse hanno fatturato 4,3 miliardi di euro nel 2025

Le cooperative olivicole andaluse hanno fatturato 4,3 miliardi di euro nel 2025

Il comparto, forte di 332 cooperative, consolida il suo ruolo di secondo pilastro dell'agroalimentare cooperativo regionale. Ma i vertici del settore lanciano l'allarme: servono acqua, manodopera e ricambio generazionale per garantire il futuro

08 luglio 2026 | 10:00 | C. S.

Il comparto olivicolo andaluso continua a crescere e a rafforzare il proprio peso economico. Nel 2025, le cooperative del settore hanno superato i 4.301 milioni di euro di fatturato complessivo, tra olio d'oliva e olive da mensa. È quanto emerge dal bilancio presentato da Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía in occasione della sua Assemblea Generale, tenutasi nella capitale andalusa.

Un risultato che si inserisce in un contesto più ampio: l'intera federazione regionale ha infatti toccato un fatturato record di 12.671,8 milioni di euro, segnando un incremento del 3,26% rispetto all'anno precedente. Un traguardo raggiunto nonostante un esercizio economico segnato da condizioni avverse: incertezza climatica, rincaro dei costi di produzione, carenza di manodopera e crescenti pressioni dai mercati internazionali.

Il settore olivicolo riunisce oggi 332 cooperative e si conferma come il secondo motore del cooperativismo agroalimentare andaluso, superato soltanto dal comparto ortofrutticolo.

«L'obiettivo è la redditività, non solo il fatturato»

A commentare i dati è stato il presidente di Cooperativas Agro-alimentarias de Andalucía, Fulgencio Torres, che ha sottolineato come questi numeri testimonino la solidità del modello cooperativo, ma ha voluto mettere in guardia sugli obiettivi reali da perseguire.

«La cosa importante non è solo fatturare di più, ma generare più valore per i nostri soci. Dobbiamo fare in modo che gli agricoltori e gli allevatori possano vivere dignitosamente del proprio lavoro e che la ricchezza rimanga nei territori», ha dichiarato Torres.

Nel suo intervento, il presidente ha posto l'accento sulle tensioni daziarie con gli Stati Uniti, che continuano a creare forte incertezza per il comparto esportatore. La risposta, secondo Torres, deve essere un rafforzamento del cooperativismo attraverso tre direttrici: maggiore dimensione imprenditoriale, più professionalizzazione e una presenza più incisiva sui mercati esteri.

«La globalizzazione è ormai una realtà. Quello che accade a migliaia di chilometri di distanza influisce sul prezzo dei nostri prodotti, sui costi e sulla redditività delle nostre aziende», ha avvertito.

Acqua, innovazione e ricambio generazionale: le priorità del settore

Torres ha individuato nella competitività una delle sfide prioritarie, chiedendo alle istituzioni misure concrete per abbattere i costi di produzione, stimolare l'innovazione, semplificare gli adempimenti burocratici e garantire maggiore sicurezza giuridica alle imprese cooperative.

Ma i tre grandi nodi strutturali che il presidente ha voluto richiamare con forza sono:

  • la disponibilità idrica;

  • la mancanza di manodopera;

  • il ricambio generazionale.

«Senza acqua non c'è agricoltura né allevamento», ha affermato Torres, rivendicando investimenti in infrastrutture idrauliche che rendano il campo attrattivo per le nuove generazioni.

Sul fronte istituzionale, il segretario generale dell'Agricoltura della Junta de Andalucía, Manuel Gómez Galera, presente alla chiusura dell'Assemblea, ha ribadito che la gestione dell'acqua è una priorità assoluta. Ha ricordato gli obiettivi fissati dalla Consiglieria: raggiungere 180 ettometri cubi di acqua rigenerata entro il 2030 e attuare il Piano Parra per portare queste risorse alle comunità di irrigatori. Quanto alla nuova Pac, e al ridimensionamento del suo budget, Galera ha indicato nelle Organizzazioni dei Produttori (OP) un modello di successo su cui fare leva.

Un modello che tiene insieme popolazione e occupazione

Il cooperativismo agroalimentare andaluso nel suo complesso è oggi composto da 615 cooperative, che raggruppano oltre 250.000 agricoltori e allevatori e generano 35.728 posti di lavoro diretti. Un dato significativo è la presenza femminile: le donne rappresentano il 47% della forza lavoro e il 32% dei soci. I giovani sotto i 41 anni, invece, costituiscono appena il 9,5% del totale, un dato che conferma l'urgenza del ricambio generazionale.

A chiudere i lavori, il presidente nazionale di Cooperativas Agro-alimentarias de España, Ángel Villafranca, ha ribadito che il futuro del movimento cooperativo passa necessariamente attraverso il rafforzamento dimensionale, l'innovazione e la digitalizzazione delle imprese, specialmente in comparti strategici come quello olivicolo.

«Sostenere il cooperativismo significa sostenere i paesi, l'occupazione, il ricambio generazionale e, in definitiva, l'intera Andalusia», ha concluso Torres, lanciando un messaggio chiaro alle amministrazioni: il ruolo strategico del settore non può più essere trascurato.

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