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Boom delle importazioni di olio di oliva in Spagna nonostante il raccolto record

Boom delle importazioni di olio di oliva in Spagna nonostante il raccolto record

La campagna olearia 2025/26 registra una produzione abbondante e esportazioni oltre il milione di tonnellate, ma cresce anche l'arrivo di olio dall'estero. Tunisia e Marocco trainano gli acquisti, con possibili ripercussioni sui prezzi all'origine

02 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

Nonostante una delle migliori campagne produttive degli ultimi anni e un export destinato a superare il milione di tonnellate entro la fine della stagione 2025/26, il commercio estero dell'olio d'oliva spagnolo evidenzia un fenomeno in controtendenza: l'aumento delle importazioni.

Secondo il bilancio del Ministero dell'Agricoltura spagnolo, tra ottobre 2025 e maggio 2026 gli operatori hanno importato circa 178.000 tonnellate di olio d'oliva, con un incremento dell'11% rispetto alla campagna precedente e del 13% rispetto alla media delle ultime quattro stagioni.

L'andamento mensile mostra una significativa accelerazione nella primavera del 2026. Ad aprile le importazioni hanno raggiunto 23.100 tonnellate, in crescita del 35% su base annua, mentre a maggio sono salite a 25.000 tonnellate, segnando un aumento del 66%. Il picco è stato registrato a marzo, quando gli acquisti dall'estero hanno superato le 27.500 tonnellate.

Alla base di questa dinamica vi è soprattutto la maggiore competitività dell'offerta proveniente da Paesi come Tunisia e Marocco, che nel corso della campagna hanno proposto olio a condizioni particolarmente vantaggiose. Una situazione che ha favorito un'intensa attività di acquisto da parte degli importatori spagnoli.

L'incremento dei volumi in ingresso contribuisce ad ampliare l'offerta disponibile sul mercato e potrebbe incidere sull'andamento dei prezzi all'origine, esercitando una pressione ribassista sulle quotazioni dell'olio prodotto in Spagna, nonostante la solidità della produzione nazionale e il buon andamento delle esportazioni.

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