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OliveA, l'associazione che difende l'olivicoltura tradizionale spagnola

OliveA, l'associazione che difende l'olivicoltura tradizionale spagnola

L'associazione nasce dalla consapevolezza che l'olivicoltura tradizionale, caratterizzata da alberi secolari e impianti a densità ridotta, può e deve competere nel mercato globale senza rinunciare alla propria identità

07 luglio 2026 | 12:00 | C. S.

Si è tenuta a Córdoba la presentazione ufficiale di OliveA Tradición y Progreso, una nuova associazione di portata nazionale che riunisce olivicoltori e cooperative con l'obiettivo di rafforzare la redditività economica, sociale e ambientale dell'olivicoltura tradizionale. La neonata entità si propone come portavoce di un modello che coniuga l'innovazione tecnologica con la tutela di un patrimonio culturale e paesaggistico unico al mondo.

Un equilibrio tra passato e futuro

L'associazione nasce dalla consapevolezza che l'olivicoltura tradizionale – caratterizzata da alberi secolari e impianti a densità ridotta – può e deve competere nel mercato globale senza rinunciare alla propria identità. OliveA sostiene che l'integrazione di digitalizzazione, modernizzazione delle tecniche colturali e ottimizzazione dei costi di produzione sia la strada maestra per migliorare la competitività delle aziende, ottenendo al contempo oli di maggiore valore aggiunto.

«Il nostro obiettivo – hanno spiegato i responsabili durante la presentazione – è dimostrare che tradizione e progresso non sono termini in antitesi, ma possono convivere per creare un modello virtuoso a beneficio di tutto il settore».

Valorizzare l'origine per distinguersi sul mercato

Uno dei pilastri strategici di OliveA è lo sviluppo di una politica commerciale che rafforzi il posizionamento degli oli ottenuti da varietà tradizionali. L'associazione punta con decisione sul potenziamento delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) , strumenti fondamentali per certificare l'origine e la qualità differenziata di questi prodotti.

Attraverso questi marchi, OliveA intende comunicare al consumatore finale il valore aggiunto che l'olivicoltura tradizionale apporta in termini di biodiversità, occupazione, fissazione della popolazione rurale e conservazione del paesaggio. Una strategia che mira a trasformare i limiti strutturali dell'olivicoltura tradizionale in un punto di forza riconosciuto e remunerato dal mercato.

La sfida delle politiche agricole

OliveA non si limita a proporre una strategia commerciale, ma avanza precise richieste in materia di politiche pubbliche. L'associazione chiede un adeguamento degli strumenti di sostegno alle specificità dell'olivicoltura tradizionale, con particolare attenzione alle aziende situate in aree montane, di alta montagna e in regime di agricoltura asciutta (secano), dove i costi di produzione risultano sensibilmente più elevati.

Tra le rivendicazioni principali figurano:

  • una distribuzione più equilibrata delle risorse idriche;

  • un sistema di aiuti che tenga conto della funzione economica, sociale e ambientale svolta da questo modello colturale;

  • il riconoscimento della multifunzionalità dell'olivicoltura tradizionale come bene collettivo.

Prezzi giusti per un futuro sostenibile

Durante l'evento cordovese, i promotori di OliveA hanno ribadito con forza la necessità di recuperare prezzi dell'olio d'oliva che garantiscano la redditività delle aziende tradizionali. La volatilità dei prezzi alla produzione rappresenta da sempre una delle criticità maggiori per il settore, e l'associazione intende farsi portavoce di un modello che assicuri un giusto compenso agli olivicoltori per il lavoro svolto e per i servizi ecosistemici che le loro aziende generano.

Convivenza tra modelli produttivi

OliveA si presenta come un attore costruttivo nel dibattito sul futuro dell'olivicoltura spagnola, scegliendo la strada del dialogo e della convivenza con gli altri modelli produttivi – intensivo e superintensivo – senza rinunciare a difendere con determinazione il ruolo dell'olivicoltura tradizionale come motore dell'economia rurale e come patrimonio vivente della cultura mediterranea.

L'associazione è chiamata ora a tradurre queste ambiziose premesse in azioni concrete, in un momento storico in cui il settore oleario spagnolo affronta sfide epocali legate ai cambiamenti climatici, alla scarsità idrica e alla trasformazione dei mercati globali. La sfida è complessa, ma la posta in gioco – la sopravvivenza di un paesaggio e di una cultura millenaria – vale tutto l'impegno.

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