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L'eterno duello Italia-Spagna incorona Don Gioacchino: è suo il miglior olio extravergine del mondo

L'eterno duello Italia-Spagna incorona Don Gioacchino: è suo il miglior olio extravergine del mondo

Nella classifica WBOO 2025/26, l'Azienda Agricola Sabino Leone conquista il gradino più alto del podio con una Coratina da alberi secolari. Dietro, una battaglia a colpi di punteggi che vede italiani e spagnoli protagonisti assoluti in tutte le categorie

04 luglio 2026 | 09:00 | C. S.

La corsa ai riconoscimenti internazionali per l'olio extravergine di oliva ha decretato il suo nuovo re. Nella prestigiosa edizione 2025/26 del ranking World's Best Olive Oils, a trionfare nella categoria regina è Don Gioacchino, il monocultivar di Coratina prodotto dall'Azienda Agricola Sabino Leone. Con 465 punti, questo nettare ottenuto da ulivi centenari di circa 240 anni – che porta il nome del padre del fondatore – ha scalzato ogni concorrenza, imponendosi come il miglior AOVE del pianeta. Un successo che sa di tradizione e radici profonde, capaci di tradursi in qualità assoluta.

A inseguirlo, con un distacco di cento punti, si piazza un altro gioiello italiano, questa volta di chiara origine siciliana. Si tratta di Unico, firmato Miceli & Sensat Azienda Agricola Biologica, un monovarietale 100% Picual nato dall'innesto su un oleastro siciliano. Un prodotto che si presenta come un'unicità nel panorama oleario internazionale e che con 365 punti si guadagna la medaglia d'argento. Il gradino più basso del podio va invece a un'etichetta spagnola, Oro Bailén Picual, di Aceites Oro Bailén Galgón 99, ottenuto dagli oliveti della famiglia Gálvez González nella Sierra Norte di Jaén, con 290 punti.

La top ten dei virgini extra più premiati nella scorsa campagna è un affare quasi esclusivamente italo-spagnolo. Al quarto posto si piazza un altro italiano, il Monini Monocultivar Coratina di Monini SpA con 285 punti, mentre al quinto ritroviamo gli spagnoli Oro Bailén Picual Bio e Rincón de la Subbética, affiancati da O-Med Picual, tutti a pari merito con 280 punti. Chiude la parte alta della classifica una serie di etichette spagnole come Don Remigio, Parqueoliva Serie Oro e Knolive Epicure, quest'ultima in leggero calo rispetto alla scorsa edizione nonostante lo stesso punteggio.

A livello numerico, su un totale di 83 extravergini presenti in graduatoria, la supremazia spagnola si conferma con 34 etichette, mentre l'Italia segue a ruota con 31, segnando un deciso balzo in avanti rispetto all'anno precedente. A fare da contorno, una nutrita rappresentanza del Cono Sud americano (Argentina, Brasile e Uruguay), qualche presenza europea come Portogallo, Croazia, Grecia e Slovenia, e un'inaspettata ma significativa novità: l'undicesimo posto del cinese Xiang Yu, una Coratina prodotto dalla Longnan Xiangyu Olive Development Co., che con 195 punti si inserisce come unica eccezione al predominio mediterraneo.

Se si guarda al comparto biologico, il copione si ribalta parzialmente ma mantiene intatta la competitività. Nella classifica The World's Best Organic Olive Oils 2025/26, Unico di Miceli & Sensat sale direttamente in vetta con 365 punti, lasciando il secondo gradino al Monini Monocultivar Coratina (285 punti). Terzo e quarto posto ex aequo per gli spagnoli Oro Bailén Picual Bio e Rincón de la Subbética, entrambi a 280 punti. A grande distanza, la top ten si completa con tre italiani – tra cui spiccano Olio DOP Colline Pontine e Terracuza Biologico – e altrettanti spagnoli come Goya Organics, Oleícola Jaén Picual Ecológico e Oro del Desierto Picual. Chiudono la classifica dei migliori biologici altri due marchi: Verde, sempre di Miceli & Sensat, e Artajo 10 Koroneiki Bio, della spagnola Suministros Agroebro. In totale, tra i 28 migliori oli biologici del mondo si contano 15 italiani e 12 spagnoli, con un'unica eccezione croata, a conferma di un equilibrio quasi perfetto tra le due scuole olearie.

Ma il duello tra le due nazioni si fa ancora più serrato quando si analizza il ranking dei frantoi. In The World's Best Olive Oil Mills 2025/26, la spagnola Aceites Oro Bailén Galgón 99 riconquista la vetta con 845 punti, bissando il successo dell'anno scorso. Dietro di lei, però, l'Italia piazza la siciliana Miceli & Sensat (730 punti) seguita però dalla cordobesa Almazaras de la Subbética (705 punti). Il resto della top ten è un perfetto equilibrio di cinque aziende per parte, con nomi come Azienda Agricola Sabino Leone, Oleícola Jaén, Quattrociocchi Americo, Rafael Alonso Aguilera, Tommaso Masciantonio, Suministros Agroebro e Francio Franci a comporre un quadro di eccellenza condivisa. Tuttavia, allargando lo sguardo alle prime ventisette posizioni, si registra un vero e proprio sorpasso: l'Italia piazza sedici aziende, contro le nove spagnole, invertendo la tendenza dell'edizione precedente e dimostrando una profondità industriale notevole.

Anche nella classifica dedicata ai frantoi biologici, The World's Best Organic Olive Oil Mills 2025/26, il predominio italiano si fa sentire. La palma del migliore va ancora a Miceli & Sensat, che con 730 punti conquista il primo posto con autorità, seguita dall'andalusa Rafael Alonso Aguilera (520 punti) e dalla stessa Almazaras de la Subbética (445 punti). Nella top ten, sei aziende sono italiane e quattro spagnole, ma allargando il campo alle prime venticinque, l'Italia conta quattordici presenze contro le undici spagnole. Un equilibrio che conferma, ancora una volta, come la sfida tra i giganti dell'olio extravergine sia più viva che mai, destinata a regalare emozioni e sorprese anche nelle prossime stagioni.

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