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La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo

La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo

La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%

19 ottobre 2026 | 13:00 | C. S.

La produzione di olio d’oliva in Catalogna potrebbe fermarsi a 25.500 tonnellate nella campagna 2026/2027, con una flessione del 34,6% rispetto alle 39.000 tonnellate della stagione precedente. È la previsione della Federazione delle cooperative agrarie della Catalogna (FCAC), che stima un raccolto inferiore di circa 4.000 tonnellate rispetto alla media storica regionale.

A condizionare le prospettive produttive è soprattutto la carenza di precipitazioni durante la primavera e l’estate. Le piogge arrivate nelle ultime settimane, infatti, non sono state sufficienti a compensare lo stress idrico accumulato dagli oliveti durante i mesi più caldi e asciutti.

Siccità e piogge tardive frenano il raccolto

Antoni Galceran, portavoce della FCAC per il comparto oleicolo, sottolinea che le precipitazioni recenti sono arrivate troppo tardi per modificare significativamente le prospettive della campagna. In diverse aree dell’entroterra, inoltre, le piogge sono state scarse anche nelle ultime settimane.

La situazione appare particolarmente delicata nel Baix Ebre e nel Montsià, le principali aree olivicole catalane. Qui, dopo una buona annata nel 2025/2026, la federazione prevede una riduzione della produzione che potrebbe raggiungere il 60%.

I temporali hanno inoltre provocato danni a infrastrutture rurali, appezzamenti e strade poderali, complicando le operazioni di raccolta. Sebbene gli eventi meteorologici recenti non sembrino aver determinato ulteriori perdite significative di olive, le precipitazioni non sono state sufficienti a recuperare il potenziale produttivo degli impianti.

Secondo le valutazioni della FCAC, la raccolta regionale dovrebbe risultare inferiore di circa il 20% rispetto a una campagna media, con differenze rilevanti tra i territori.

Tarragona perde oltre 10.000 tonnellate

La ripartizione territoriale delle stime evidenzia il peso della contrazione nella provincia di Tarragona, che concentra la maggiore riduzione in termini assoluti.

La produzione prevista è di 15.000 tonnellate, contro le 25.300 della campagna precedente, con una perdita di 10.300 tonnellate.

In provincia di Lleida, invece, il raccolto dovrebbe scendere da 12.000 a 9.500 tonnellate, con una diminuzione di 2.500 tonnellate. Per Barcellona e Girona, considerate congiuntamente, la previsione è di 1.000 tonnellate, rispetto alle 1.700 della stagione precedente.

Nel complesso, le tre aree registrano una riduzione di 13.500 tonnellate, equivalente al calo previsto per l’intera Catalogna.

Spagna, produzione prevista a 1,6 milioni di tonnellate

Il quadro catalano si inserisce in uno scenario nazionale caratterizzato da una previsione di produzione di circa 1,6 milioni di tonnellate di olio d’oliva per la campagna 2026/2027, secondo la stima del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione.

L’eventuale incremento dell’offerta spagnola potrebbe esercitare pressioni sulle quotazioni all’origine, anche in presenza di situazioni produttive regionali molto differenti. Per le cooperative catalane, il rischio è che la riduzione dei volumi non si traduca in un adeguato sostegno ai prezzi, soprattutto se il mercato sarà caratterizzato da una maggiore disponibilità complessiva di prodotto.

A preoccupare la FCAC è anche l’andamento dei costi di produzione. Fertilizzanti, prodotti fitosanitari, carburanti, macchinari e manodopera continuano a incidere sui bilanci delle aziende agricole e delle cooperative, restringendo i margini economici.

Il risultato della prossima campagna dipenderà quindi non soltanto dai quantitativi effettivamente raccolti, ma anche dall’evoluzione delle quotazioni dell’olio, dalla disponibilità complessiva sul mercato spagnolo e dal livello dei costi sostenuti dagli olivicoltori.

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