Mondo
Etichetta a semaforo sull'olio di oliva: i produttori australiani dicono no
L’associazione dei produttori australiani critica il sistema di etichettatura nutrizionale, ritenuto incapace di valorizzare adeguatamente le proprietà dell’olio extravergine d’oliva. Sul tavolo la richiesta di escludere gli oli vegetali dal modello o di rivederne profondamente i criteri di valutazione
09 giugno 2026 | 11:00 | C. S.
Il settore dell’olio d’oliva australiano torna a contestare l’Health Star Rating (HSR), il sistema di etichettatura nutrizionale frontale adottato in Australia e Nuova Zelanda, chiedendo l’esclusione degli oli vegetali dal meccanismo di valutazione oppure una sostanziale revisione della metodologia utilizzata.
A farsi portavoce delle istanze del comparto è stata la Australian Olive Association. Il direttore esecutivo dell’organizzazione, Michael Southan, ha sottolineato come l’attuale modello non riesca a rappresentare in modo adeguato il profilo nutrizionale dell’olio extravergine d’oliva (EVOO), con il rischio di influenzare negativamente la percezione dei consumatori e la competitività del prodotto sul mercato.
Un sistema sotto esame
L’Health Star Rating è un sistema volontario di etichettatura che assegna agli alimenti confezionati un punteggio compreso tra mezza stella e cinque stelle, con l’obiettivo di aiutare i consumatori a confrontare rapidamente il valore nutrizionale dei prodotti al momento dell’acquisto.
Il dibattito sulla sua applicazione agli oli vegetali si è intensificato nell’ambito della revisione periodica del sistema e in vista di possibili sviluppi normativi che potrebbero renderne obbligatorio l’utilizzo.
Le criticità evidenziate dal settore
Secondo Southan, l’algoritmo utilizzato dall’HSR non considera in modo sufficiente la complessità nutrizionale dell’olio extravergine d’oliva, in particolare la presenza di composti bioattivi come i polifenoli, ampiamente associati a benefici per la salute cardiovascolare.
L’industria teme che una valutazione eccessivamente semplificata possa collocare l’EVOO in una posizione meno favorevole rispetto ad altri grassi vegetali, nonostante il consolidato supporto scientifico al suo ruolo all’interno di modelli alimentari salutari come la dieta mediterranea.
La richiesta: esclusione o revisione del metodo
La Australian Olive Association propone due possibili soluzioni: escludere gli oli vegetali dal sistema di classificazione oppure modificare profondamente l’algoritmo affinché tenga conto in maniera più accurata delle caratteristiche nutrizionali specifiche dell’olio extravergine d’oliva.
Secondo il comparto, senza un aggiornamento metodologico fondato sulle più recenti evidenze scientifiche, il sistema rischia di generare distorsioni nella comunicazione nutrizionale e di fornire ai consumatori un quadro incompleto del valore reale del prodotto.
Una questione di rilievo internazionale
La discussione assume una particolare importanza in un mercato globale sempre più competitivo, nel quale i sistemi di etichettatura nutrizionale influenzano in misura crescente le decisioni d’acquisto e il posizionamento dei prodotti.
Per l’industria olivicola, la sfida consiste nello sviluppare modelli regolatori capaci di integrare in modo più completo le conoscenze scientifiche disponibili, evitando che indicatori sintetici possano penalizzare alimenti ad alto valore nutrizionale e forte caratterizzazione qualitativa come l’olio extravergine d’oliva.
Potrebbero interessarti
Mondo
Caldo estremo e siccità frenano le previsioni sulla prossima campagna olearia in Extremadura
Le due ondate di calore di luglio aumentano le preoccupazioni tra gli olivicoltori spagnoli. APAG Extremadura ASAJA invita alla prudenza sulle stime produttive 2026/2027 mentre il mercato dell’olio di oliva resta sostenuto da scorte ridotte e vendite elevate
27 luglio 2026 | 16:00
Mondo
Champagne, la vendemmia 2026 parte con una resa più bassa: il limite scende a 8.800 kg per ettaro
Il Comité Champagne riduce ancora i quantitativi commercializzabili per riequilibrare gli stock e adeguare la produzione alla domanda. Una scelta condivisa tra vigneron e maison per difendere qualità e valore della denominazione
27 luglio 2026 | 15:00
Mondo
L’olivo guarda all’Asia Centrale: Uzbekistan e Kazakistan puntano alla nascita di una nuova filiera
Dagli accordi internazionali agli investimenti privati, cresce l’interesse per la coltivazione dell’olivo in una regione oggi fortemente dipendente dalle importazioni ma adatta alla produzione di olio di oliva
27 luglio 2026 | 10:00 | Giosetta Ciuffa
Mondo
La Spagna prepara il piano anti-crisi per l'olio di oliva: possibile ritiro fino al 20% della produzione nella campagna 2026/27
Se produzione e scorte supereranno del 20% la media delle ultime sei campagne, scatterà il ritiro temporaneo di una quota dell'olio per evitare eccessi di offerta e tutelare la stabilità del mercato
27 luglio 2026 | 09:30
Mondo
Il Brasile punta sull’olio extravergine di oliva superpremium con un nuovo marchio di qualità
L’Istituto Brasiliano di Olivicoltura lancia il Selo Premium Origem e Qualidade RS, una certificazione riservata ai migliori oli extravergini prodotti nello Stato brasiliano. Il sistema introduce criteri più severi della normativa e punta a valorizzare origine, tracciabilità e qualità per conquistare i consumatori della fascia alta
26 luglio 2026 | 12:00
Mondo
Record storico dell'export di olio di oliva tunisino imbottigliato
Il governo tunisino punta a consolidare il momentum export. L'obiettivo dichiarato è raggiungere le 60.000 tonnellate di olio di oliva condizionato esportato entro la fine di ottobre, sfruttando la finestra commerciale favorevole
24 luglio 2026 | 10:00