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La Spagna prepara il piano anti-crisi per l'olio di oliva: possibile ritiro fino al 20% della produzione nella campagna 2026/27
Se produzione e scorte supereranno del 20% la media delle ultime sei campagne, scatterà il ritiro temporaneo di una quota dell'olio per evitare eccessi di offerta e tutelare la stabilità del mercato
27 luglio 2026 | 09:30 | C. S.
La Spagna si prepara a utilizzare uno degli strumenti più incisivi previsti dalla normativa europea per governare il mercato dell'olio di oliva. Il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione ha infatti avviato la procedura per l'approvazione della norma di commercializzazione relativa alla campagna olearia 2026/2027, che consentirà, in presenza di un surplus produttivo, di ritirare temporaneamente dal mercato una parte dell'olio prodotto.
Il provvedimento, sottoposto a consultazione pubblica fino al prossimo 13 agosto, nasce alla luce delle prospettive di una raccolta particolarmente abbondante. Le favorevoli condizioni climatiche registrate in primavera, con piogge diffuse e temperature miti, hanno infatti favorito la fioritura e l'allegagione degli oliveti, facendo prevedere una produzione superiore alla media.
Il meccanismo scatterà solo in caso di eccesso di offerta
La misura non sarà automatica. Il Ministero ha fissato una soglia precisa: il ritiro potrà essere disposto soltanto se la somma delle scorte iniziali e della produzione prevista raggiungerà almeno il 120% della media delle ultime sei campagne olearie. Solo in presenza di questa condizione verrà considerato concreto il rischio di uno squilibrio tra domanda e offerta.
Sulla base delle stime definitive, la Direzione Generale delle Produzioni e dei Mercati Agrari stabilirà la percentuale di olio da immobilizzare, applicando una metodologia che tiene conto della disponibilità complessiva di prodotto e dell'andamento della commercializzazione nelle campagne precedenti.
La quota ritirata non potrà comunque superare il 20% della produzione stimata.
Lo stoccaggio sarà a carico dei frantoi
L'obbligo di conservare temporaneamente l'olio ricadrà direttamente sui frantoi, che potranno scegliere quale categoria merceologica destinare allo stoccaggio. Il prodotto dovrà rimanere immobilizzato fino all'avvio della campagna successiva e sarà monitorato attraverso le dichiarazioni mensili del Sistema di Informazione dei Mercati Oleicoli (SIMO).
Il Ministero comunicherà entro il 15 novembre 2026 la percentuale definitiva di ritiro e la data di entrata in vigore della misura, una volta consolidate le stime sulla produzione e sulle giacenze. Il provvedimento prevede inoltre la possibilità di ridurre successivamente i quantitativi immobilizzati qualora l'andamento del mercato evidenzi un miglioramento delle condizioni di equilibrio.
Uno strumento previsto dall'Organizzazione Comune dei Mercati
La norma rappresenta l'applicazione dell'articolo 167 bis del regolamento europeo sull'Organizzazione Comune dei Mercati (OCM), recepito in Spagna con il Real Decreto 84/2021. Tale disposizione consente agli Stati membri di intervenire sulla regolazione dell'offerta nei settori agricoli caratterizzati da forti oscillazioni produttive, con l'obiettivo di prevenire crisi di mercato dovute a eccessi di disponibilità.
Per il comparto oleario spagnolo si tratta di uno strumento di gestione particolarmente rilevante, destinato a contenere gli effetti di una campagna che potrebbe risultare tra le più abbondanti degli ultimi anni. L'obiettivo è evitare un crollo dei prezzi all'origine e garantire maggiore stabilità lungo tutta la filiera, intervenendo esclusivamente quando gli indicatori di mercato evidenzieranno un effettivo rischio di sovrapproduzione.
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