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Caldo estremo e siccità frenano le previsioni sulla prossima campagna olearia in Extremadura

Caldo estremo e siccità frenano le previsioni sulla prossima campagna olearia in Extremadura

Le due ondate di calore di luglio aumentano le preoccupazioni tra gli olivicoltori spagnoli. APAG Extremadura ASAJA invita alla prudenza sulle stime produttive 2026/2027 mentre il mercato dell’olio di oliva resta sostenuto da scorte ridotte e vendite elevate

27 luglio 2026 | 16:00 | C. S.

Le temperature record registrate nelle prime settimane di luglio in Extremadura hanno riacceso le preoccupazioni del comparto olivicolo spagnolo. Le due ondate di calore che hanno investito la regione stanno mettendo sotto pressione soprattutto gli oliveti in asciutta, già alle prese con condizioni di stress idrico, spingendo APAG Extremadura ASAJA a chiedere cautela sulle prime valutazioni relative alla prossima campagna olearia.

Secondo l’organizzazione agricola, è ancora troppo presto per formulare previsioni attendibili sulla produzione 2026/2027. L’andamento climatico delle prossime settimane sarà infatti determinante per definire il potenziale produttivo degli olivi, in particolare nelle aree non irrigue dove la disponibilità di acqua rappresenta il principale fattore limitante.

Mercato dinamico ma con disponibilità ridotte

Sul fronte commerciale, il settore nazionale continua a beneficiare di un buon ritmo di vendite. Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo, la produzione nazionale di olio di oliva ha raggiunto 1.298.502 tonnellate.

A questo dato si aggiunge una commercializzazione sostenuta: nel mese di giugno le uscite sul mercato sono state pari a 120.720 tonnellate, portando il volume complessivo venduto nei primi nove mesi della campagna oltre quota 1.107.410 tonnellate.

Per APAG Extremadura ASAJA, se questo ritmo di commercializzazione dovesse proseguire, le disponibilità di fine campagna potrebbero attestarsi su livelli particolarmente contenuti, con un collegamento tra vecchia e nuova annata tra i più bassi degli ultimi anni.

Una situazione che rende ancora più importante monitorare con attenzione l’evoluzione della coltura nei prossimi mesi, in un mercato caratterizzato da un equilibrio delicato tra domanda sostenuta e offerta limitata.

L’estate resta il momento decisivo per l’olivo

Nonostante alcuni segnali positivi sul mercato, l’organizzazione olivicola invita a non anticipare valutazioni ottimistiche sulla prossima raccolta. L’estate rappresenta infatti la fase più critica del ciclo vegetativo dell’olivo, soprattutto in presenza di temperature elevate e carenza di precipitazioni.

«All’olivo restano ancora molte notti all’aperto. Davanti c’è tutta l’estate, il periodo più difficile per la coltura e quello in cui l’albero soffre maggiormente. Per questo chiediamo prudenza e invitiamo a non guardare alla prossima campagna con eccessivo ottimismo, perché il momento più complicato potrebbe ancora arrivare», ha dichiarato Juan Metidieri, presidente di APAG Extremadura ASAJA.

Il caldo prolungato può infatti aumentare l’evapotraspirazione, ridurre le riserve idriche del terreno e compromettere lo sviluppo delle olive, influenzando direttamente quantità e qualità della futura produzione.

Il clima resta il principale fattore di incertezza

APAG Extremadura ASAJA ricorda inoltre che nella precedente campagna le prime stime produttive erano state successivamente ridimensionate a causa dell’evoluzione meteorologica. La produzione spagnola non ha raggiunto il livello inizialmente previsto e il raccolto nazionale è rimasto sotto la soglia di 1,3 milioni di tonnellate di olio di oliva.

Un andamento che, secondo l’organizzazione, conferma quanto il settore sia oggi fortemente dipendente dalle condizioni climatiche e dalla crescente variabilità degli eventi estremi.

Per questo motivo ogni previsione effettuata in questa fase deve essere interpretata con prudenza. Saranno infatti le temperature dei prossimi mesi, l’eventuale arrivo di precipitazioni e la capacità degli olivi di superare lo stress estivo a determinare il reale potenziale della prossima campagna olearia spagnola.

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