Mondo
Il Portogallo chiude la campagna olearia 2025/2026 con produzione stabile
Il bilancio finale di INE e GPP smentisce le previsioni iniziali di calo della produzione di olio di oliva: decisivo il ruolo dell’Alentejo e dell’olivicoltura intensiva e superintensiva, che rappresenta il motore produttivo del Paese
08 maggio 2026 | 09:00 | C. S.
La campagna olivicola 2025/2026 in Portogallo si conclude con una produzione nazionale sostanzialmente stabile rispetto all’annata precedente. È quanto emerge dagli ultimi dati del Boletim Mensal Agricultura e Pescas dell’Instituto Nacional de Estatística (INE) e dal rapporto Estado das Culturas e Previsão de Colheitas del Gabinete de Planeamento, Políticas e Administração Geral (GPP) del Ministero dell’Agricoltura e del Mare.
Le due istituzioni convergono su una revisione al rialzo delle stime formulate nei mesi scorsi, quando l’andamento stagionale lasciava prevedere una contrazione della produzione. Il risultato finale si colloca invece su livelli analoghi a quelli della campagna precedente, confermando la capacità di tenuta del sistema olivicolo portoghese.
Alentejo cuore produttivo del settore
Secondo INE e GPP, l’Alentejo continua a rappresentare il principale polo produttivo dell’olio d’oliva portoghese, con circa l’85% della produzione nazionale concentrata nella regione.
Il primato dell’area è legato soprattutto allo sviluppo dell’olivicoltura intensiva e superintensiva, in particolare nel Baixo Alentejo, dove negli ultimi anni l’espansione delle superfici coltivate ha incrementato in modo strutturale la capacità produttiva del Paese.
L’INE evidenzia come proprio la maggiore resilienza di questi sistemi produttivi abbia consentito di compensare l’alternanza dell’oliveto tradizionale e le perdite registrate in altre aree del territorio nazionale.
Il modello intensivo riduce la volatilità produttiva
Anche il GPP sottolinea il ruolo strategico dell’olivicoltura ad alta densità nel contenimento della variabilità climatica e delle oscillazioni produttive tipiche degli impianti tradizionali.
Il fenomeno appare particolarmente evidente in Alentejo, dove la modernizzazione agricola e la crescente concentrazione aziendale hanno favorito la nascita di una struttura produttiva più stabile, tecnologicamente avanzata e fortemente orientata all’efficienza.
Le stime ufficiali collocano la produzione regionale tra 150mila e 160mila tonnellate di olio, confermando il peso dominante dell’area sull’intero comparto nazionale.
Andamento disomogeneo nelle altre regioni
La campagna ha mostrato una forte eterogeneità territoriale.
Nel Nord del Paese, Trás-os-Montes ha concluso la raccolta senza particolari criticità, pur confermando il calo produttivo già previsto. In Entre Douro e Minho si sono invece registrate rese superiori alla media e oli di elevata qualità.
Più irregolare la situazione nella regione Centro, dove le aree costiere e di transizione hanno ottenuto risultati migliori rispetto alle zone interne. In alcune aree gli effetti della depressione Kristin hanno provocato danni agli oliveti, rendendo necessari interventi di ripristino e potature correttive.
Crescita nel Tago e forte recupero dell’Algarve
Nella regione di Lisbona e Valle del Tago l’incremento produttivo rispetto alla scorsa campagna è attribuito al buon comportamento degli oliveti tradizionali e secolari, oltre che all’entrata in produzione di nuovi impianti ad alta densità.
In Algarve, invece, il marcato aumento della produzione è stato favorito da condizioni pluviometriche particolarmente positive, che hanno sostenuto soprattutto gli impianti asciutti predominanti nella regione.
Qualità elevata e lavorazione regolare
INE e GPP concordano inoltre sul fatto che la campagna si sia svolta senza particolari problemi operativi nei frantoi, consentendo una lavorazione regolare delle olive.
Gli oli ottenuti presentano, nel complesso, buoni parametri fisico-chimici e organolettici, consolidando la reputazione qualitativa della produzione portoghese nonostante le differenze territoriali.
Conclusa la raccolta, gli oliveti sono entrati nella fase di riposo vegetativo, mentre le operazioni di potatura risultano condizionate dalle persistenti precipitazioni registrate nelle ultime settimane. In alcune aree centrali e occidentali, i forti venti associati alla depressione Kristin hanno inoltre provocato la caduta di alberi, rendendo necessari ulteriori interventi agronomici di recupero.
Potrebbero interessarti
Mondo
Chiesti controlli su prezzi e tracciabilità dell’oliva da mensa in Spagna
La Comunidad de Labradores y Ganaderos de Almendralejo (CLYGAL) chiede al Governo spagnolo di avviare controlli immediati sui centri di acquisto e sulle industrie di trasformazione delle olive da mensa, verificando il rispetto della Ley de la Cadena Alimentaria e delle norme sulla tracciabilità
22 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Olio d’oliva spagnolo, a settembre commercializzate 1,49 milioni di tonnellate. Scorte a 357 mila tonnellate
La campagna si chiude con vendite superiori alla produzione e una riduzione delle giacenze di 119 mila tonnellate in settembre. UPA Andalucía denuncia perdite per 2 miliardi di euro a carico degli olivicoltori, contestando la scarsa trasmissione dei ribassi dei prezzi all’origine ai consumatori
21 ottobre 2026 | 15:00
Mondo
Ritiro obbligatorio dell’olio, allarme dei frantoi spagnoli
INFAOLIVA e Almazaras Federadas de España contestano i possibili effetti della futura ordinanza sulla regolazione dell’offerta di olio d’oliva. Le due organizzazioni chiedono un’analisi preventiva degli impatti economici, commerciali e qualitativi
21 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva
Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi
20 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%
Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate
20 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo
La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%
19 ottobre 2026 | 13:00