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Zootecnia, il Parlamento europeo cambia rotta: via la narrativa punitiva
L’Assemblea di Strasburgo approva il rapporto Fidanza che chiede norme più chiare sulla carne sintetica, clausole specchio negli accordi commerciali e sostegno agli allevamenti
05 maggio 2026 | 11:00 | C. S.
Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a una nuova strategia per il settore zootecnico, segnando una svolta rispetto alla narrativa che negli ultimi anni aveva spesso dipinto l’allevamento come uno dei principali responsabili delle crisi ambientali. L’Aula di Strasburgo ha approvato a larga maggioranza (426 voti favorevoli, 119 contrari e 40 astensioni) il rapporto di iniziativa promosso dall’onorevole Carlo Fidanza (ECR), che chiede di superare le semplificazioni ideologiche per abbracciare un modello basato su competitività, innovazione e sostenibilità economica.
Il documento sostiene la creazione di un gruppo di lavoro dedicato all’interno della “Vision for Agriculture and Food”, oltre all’istituzione di un gruppo di alto livello che coinvolga tutti gli attori della filiera, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete e adattate ai diversi territori europei. Per il comparto zootecnico, il Parlamento chiede un quadro normativo più stabile e semplificato, una riduzione degli oneri amministrativi e una maggiore coerenza legislativa a livello Ue, ritenuti elementi indispensabili per garantire competitività alle imprese.
Uno dei passaggi più attesi riguarda la difesa delle denominazioni alimentari. Il rapporto sostiene una maggiore protezione del settore attraverso regole più chiare sul cosiddetto “meat sounding”, ovvero l’uso di termini tradizionalmente associati alla carne per descrivere prodotti alternativi di origine vegetale. Viene inoltre chiesta una regolazione prudente dei prodotti alternativi e della carne sintetica, attualmente al centro di un vivace dibattito politico e scientifico. Sul fronte commerciale, il Parlamento preme per l’introduzione di clausole specchio negli accordi internazionali, imponendo ai prodotti importati di rispettare gli stessi standard sanitari e ambientali richiesti agli allevatori europei.
Il testo approvato promuove anche la modernizzazione del comparto attraverso l’innovazione, la bioeconomia circolare e la valorizzazione dei sottoprodotti, elementi considerati fondamentali per rafforzare le filiere produttive riducendo al contempo l’impatto ambientale. Vengono inoltre richiesti strumenti efficaci di gestione delle crisi e un sostegno agli investimenti produttivi, in particolare nei settori del miglioramento genetico e della sicurezza degli approvvigionamenti proteici.
La reazione delle associazioni di categoria non si è fatta attendere. Il presidente di Assica, Lorenzo Beretta, ha ringraziato l’onorevole Fidanza per l’impegno profuso, definendo il risultato “una vera riabilitazione” per il settore. “Il Rapporto rappresenta la strategia e la narrativa che attendevamo: un approccio più inclusivo, non punitivo e non discriminatorio verso la zootecnia”, ha dichiarato Beretta, che ha anche richiamato iniziative scientifiche come la “Dichiarazione di Dublino” del 2022 e la “Denver Call for Action” del 2024, sottoscritta da oltre 1.200 scienziati. Questi documenti evidenziano il valore ambientale, socioeconomico e nutrizionale dell’allevamento, indicando al contempo la necessità di miglioramenti continui attraverso sistemi produttivi più ecocompatibili.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Salumitalia, Cristiano Ludovici: “Dopo una fase in cui il settore zootecnico è stato spesso indicato come responsabile di molte criticità, il mondo scientifico ha reagito dimostrando, attraverso le più recenti evidenze, che produzione e consumo di alimenti di origine animale possono essere sostenibili sia per la salute sia per l’ambiente”. Ludovici ha aggiunto che i sistemi zootecnici devono evolvere secondo i più alti standard scientifici, ma restano “troppo preziosi per essere ridotti a semplificazioni o visioni ideologiche”. Il documento approvato può rappresentare, secondo lui, la base per la futura strategia europea sulla zootecnia, attesa entro l’estate.
Non sono mancate le voci critiche. I gruppi della Sinistra e dei Verdi hanno votato contro il rapporto, accusandolo di ignorare l’impatto ambientale del settore, in particolare le emissioni legate alla digestione animale, che secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente rappresentano il 49 per cento delle emissioni agricole complessive.
In conclusione, Lorenzo Beretta ha sottolineato l’importanza di orientare le politiche Ue verso un modello fondato su equilibrio, varietà e rispetto delle culture alimentari. “Serve una risposta scientifica e politica alle sfide nutrizionali globali. Non esiste una dieta perfetta valida per tutti, ma esistono criteri oggettivi per individuare le combinazioni alimentari più adatte”, ha affermato, citando la Dieta Mediterranea come esempio di un principio universale: nutrire in modo adeguato, non solo sano. “È su questa base che possiamo costruire una nuova alfabetizzazione nutrizionale, capace di unire scienza, buon senso e libertà di scelta”.
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