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Coag Jaen chiede tasse zero per gli olivicoltori
COAG Jaén chiede l’azzeramento dei moduli fiscali per gli olivicoltori: “Non si possono tassare profitti inesistenti”. La causa? Una perdita complessiva di 175.797 tonnellate di olio rispetto alla campagna precedente
06 maggio 2026 | 09:00 | C. S.
La COAG di Jaén ha chiesto al Ministero delle Finanze spagnolo una riduzione a zero dei moduli fiscali applicati al settore olivicolo, denunciando l’insostenibilità di un sistema che continua a tassare gli agricoltori nonostante il drastico calo della produzione registrato nell’ultima campagna olearia.
Secondo l’organizzazione agricola, la provincia di Jaén — considerata la più grande produttrice mondiale di olio d’oliva — ha subito una perdita del 31% del raccolto rispetto alla stagione precedente e una produzione finale inferiore di quasi il 20% rispetto alle stime ufficiali iniziali.
Il segretario generale della COAG di Jaén, Francisco Elvira, ha definito “intollerabile pagare imposte su utili che molte famiglie non hanno mai realizzato”. Molti produttori, infatti, “non hanno praticamente raccolto olive oppure hanno ottenuto prodotto di qualità inferiore, pur dovendo sostenere integralmente i costi di produzione”.
L’organizzazione denuncia inoltre che il sistema dei moduli fiscali agricoli sia ormai “obsoleto”, poiché continua a mantenere l’indice generale allo 0,26 nonostante l’aumento significativo dei costi affrontati dagli agricoltori negli ultimi anni. Tra le voci più pesanti figurano manodopera, fertilizzanti, energia e materie prime, cresciuti sensibilmente senza che il sistema fiscale sia stato aggiornato di conseguenza.
Per contestualizzare la gravità della situazione, la COAG richiama gli ultimi dati del Ministero dell’Agricoltura spagnolo, che confermano una campagna olearia conclusasi “in modo tardivo e brusco” a causa delle perturbazioni atmosferiche.
Già nell’ottobre scorso, il rapporto previsionale della Junta de Andalucía indicava una raccolta media inferiore del 15,3% rispetto alla campagna precedente. Tuttavia, i dati finali hanno mostrato un peggioramento ben più marcato, con perdite salite al 31%.
Francisco Elvira, responsabile del settore olivicolo della COAG Andalucía, attribuisce il risultato negativo a una combinazione di fattori climatici: “Prima la mancanza di piogge nei momenti decisivi del ciclo produttivo e poi le tempeste che hanno impedito di raccogliere gran parte delle olive nella provincia”.
Il bilancio finale parla di quasi il 20% di produzione in meno rispetto alle previsioni ufficiali e di una perdita complessiva di 175.797 tonnellate di olio rispetto alla campagna precedente.
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