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Dcoop ha venduto 112 mila tonnellate di olio di oliva nel 2025
Il fatturato del settore oleicolo ha sfiorato i 500 milioni di euro. I principali mercati di destinazione restano Italia e Stati Uniti, confermando una forte dipendenza da grandi acquirenti internazionali, soprattutto nel segmento del prodotto sfuso
28 aprile 2026 | 10:00 | C. S.
Il gruppo cooperativo agroalimentare Dcoop ha chiuso il 2025 con un incremento significativo dei volumi esportati, ma con una marcata contrazione del fatturato. Le esportazioni hanno raggiunto i 278,9 milioni di chili/litri, segnando una crescita del 10,11% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i ricavi si sono fermati a 697,51 milioni di euro, in calo del 23,75%.
Alla base di questa dinamica c’è l’andamento del mercato: la discesa delle quotazioni internazionali ha ridotto il valore delle vendite, nonostante l’aumento delle operazioni commerciali.
L’olio d’oliva resta centrale
Pur non essendo il prodotto principale in termini di volume, l’olio d’oliva si conferma il pilastro strategico del gruppo. Tra vendite sfuse e confezionate, incluse quelle della controllata Mercaoleo, Dcoop ha esportato circa 112 milioni di chili/litri di olio, generando un fatturato di 491,2 milioni di euro. Si tratta della componente che concentra la maggior parte del valore economico dell’attività internazionale.
I principali mercati di destinazione restano Italia e Stati Uniti, confermando una forte dipendenza da grandi acquirenti internazionali, soprattutto nel segmento del prodotto sfuso.
Olive da tavola e mercati europei
Nel comparto delle olive da tavola, Dcoop ha esportato 38,96 milioni di chili, per un valore di 111,9 milioni di euro. La produzione, concentrata negli stabilimenti di Monturque (Córdoba) e Dos Hermanas (Sevilla), ha trovato sbocco principalmente in Francia, Germania, Portogallo e Arabia Saudita, mercati consolidati per questa categoria.
Espansione globale
Nel complesso, Dcoop ha esportato in 82 Paesi, includendo nuovi mercati come Indonesia, Montenegro, Vietnam, Argentina, Liberia e Togo. Nonostante l’ampliamento geografico, i mercati prioritari restano Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Il bilancio dell’anno evidenzia quindi una crescita operativa accompagnata da una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi, soprattutto nei prodotti chiave come l’olio d’oliva.
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