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Soil O-Live: il suolo al centro del futuro dell’olio d’oliva

Soil O-Live: il suolo al centro del futuro dell’olio d’oliva

Dalla valorizzazione dei sottoprodotti alle nuove tecnologie in campo, il progetto europeo coordinato dall’Università di Jaén punta a migliorare la resilienza degli oliveti e la qualità dell’olio extravergine

27 aprile 2026 | 10:00 | C. S.

Il progetto europeo Soil O-Live, coordinato dall’Universidad de Jaén, si conferma una delle iniziative più strategiche per il futuro del settore olivicolo mediterraneo. La quarta riunione annuale, ospitata nella città di Meknès, ha riunito esperti provenienti da sette Paesi, insieme a rappresentanti della Commissione Europea e del Consiglio Oleicolo Internazionale, rafforzando una collaborazione internazionale sempre più cruciale.

Al centro del progetto c’è un cambio di paradigma: il suolo non è più considerato un semplice supporto produttivo, ma un elemento chiave per garantire produttività, qualità e sostenibilità dell’olio extravergine di oliva. In questo contesto, assume particolare rilevanza la valorizzazione dei sottoprodotti dell’olivicoltura, trasformati in risorse utili per la rigenerazione dei terreni.

Tra le soluzioni più promettenti spiccano le enmiende organiche a base di biochar, capaci di migliorare la struttura del suolo, aumentare la capacità di trattenere acqua e stimolare l’attività biologica. Un approccio che si inserisce pienamente nei principi dell’economia circolare: i residui della filiera olearia vengono reintegrati nei campi, riducendo gli sprechi e aumentando la sostenibilità complessiva del sistema.

Ma Soil O-Live non si limita alla ricerca teorica. Il consorzio sta già testando tecnologie applicabili direttamente nelle aziende agricole, come gli idroinfiltratori per ottimizzare l’uso dell’acqua, le enmiende organiche per la rigenerazione dei suoli e le tecniche di elettro-risanamento chimico. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la resilienza degli oliveti di fronte a sfide sempre più pressanti, come lo stress idrico e la degradazione del terreno.

Un altro elemento distintivo del progetto è il legame diretto tra salute del suolo e qualità finale dell’olio. In questa direzione si inserisce il Concorso Internazionale Soil O-Live, la cui terza edizione sarà lanciata a maggio 2026 in collaborazione con Deoleo, con l’intento di avvicinare ricerca scientifica e mercato.

Parallelamente, è in fase di sviluppo il Protocollo di Sostenibilità Soil O-Live, destinato a diventare un riferimento per la valutazione delle pratiche sostenibili in olivicoltura. Il protocollo, che sarà presentato insieme agli organismi europei di normazione, potrebbe avere un impatto significativo anche sulla differenziazione commerciale dell’olio extravergine.

L’incontro di Meknès ha inoltre evidenziato l’importanza della cooperazione tra i Paesi produttori del Mediterraneo, con un focus particolare sul Marocco, dove proprio questa regione concentra circa il 60% della produzione nazionale.

Secondo il coordinatore del progetto, Antonio Manzaneda, la riunione è stata un “successo assoluto”, caratterizzato da un programma scientifico di altissimo livello. Sulla stessa linea Aadil Bajoub, che ha sottolineato come Meknès rappresenti un osservatorio privilegiato sulla diversità e sull’evoluzione dei sistemi olivicoli marocchini.

In un contesto segnato dal cambiamento climatico e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, Soil O-Live punta a costruire un modello di olivicoltura più resiliente e sostenibile, capace di garantire nel tempo la qualità e la competitività dell’olio extravergine di oliva mediterraneo.

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