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Mare d'olivi, un marchio per l'olivicoltura spagnola
Inscindibilità tra sostenibilità ambientale ed equilibrio economico per il futuro del settore olivicolo. Tra le principali novità della PAC figurano gli ecoschemi, dotati in Spagna di circa 1,1 miliardi di euro annui, che coinvolgono circa tre quarti degli agricoltori
18 aprile 2026 | 10:00 | C. S.
Il “mare di ulivi” si conferma una delle immagini più rappresentative della Spagna e un esempio concreto di sostenibilità applicata. Lo ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, Luis Planas, intervenendo al I Congresso Internazionale su Agricoltura e Biodiversità, organizzato da SEO/BirdLife nell’ambito del progetto LIFE Olivares Vivos+.
Guardando alla campagna olearia 2025/2026, il ministro ha stimato una produzione di circa 1,29 milioni di tonnellate, in calo del 9% rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, ha assicurato che l’approvvigionamento sarà garantito, esprimendo fiducia in una stabilità sia dei redditi degli olivicoltori sia dei prezzi per i consumatori.
Nel suo intervento, il ministro ha evidenziato come i sistemi alimentari sostenibili rappresentino “la base del presente e del futuro del pianeta”, ribadendo la necessità di produrre più cibo utilizzando meno risorse, in un equilibrio tra tutela ambientale e dinamiche di mercato. Un approccio, ha spiegato, pienamente in linea con le sfide attuali del settore agricolo.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della Politica Agricola Comune (PAC), definita il principale strumento di sostegno al comparto. Planas ha ricordato che, nell’attuale periodo di programmazione, oltre il 40% del budget complessivo destinato alla Spagna è legato a obiettivi ambientali e climatici, sia in modo diretto che indiretto.
Il ministro ha inoltre posto l’accento sul sostegno specifico all’olivicoltura tradizionale e alla zootecnia estensiva, modelli considerati fondamentali per la salvaguardia del territorio rurale e del paesaggio agrario. “Senza redditività le aziende vengono abbandonate”, ha avvertito, sottolineando come il supporto al reddito resti un pilastro imprescindibile delle politiche agricole.
Tra le principali novità della PAC figurano gli ecoschemi, dotati in Spagna di circa 1,1 miliardi di euro annui, che incentivano pratiche agricole sostenibili e coinvolgono circa tre quarti degli agricoltori e allevatori. Planas ha citato, tra le misure più rilevanti, l’adozione di coperture vegetali, la rotazione delle colture, la modernizzazione dei sistemi irrigui – con investimenti pubblico-privati superiori ai 2,7 miliardi di euro – e la creazione di “isole di biodiversità” per favorire impollinatori e fauna ausiliaria.
In conclusione, Planas ha ribadito un principio chiave: “l’agricoltura del XXI secolo sarà sostenibile e redditizia, oppure non sarà”, evidenziando l’inscindibilità tra sostenibilità ambientale ed equilibrio economico per il futuro del settore.
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