Mondo
Truffe sull'olio di oliva in Germania sempre più importanti. E in Italia?
Circa il 40% degli oli ha presentato irregolarità, con un aumento significativo dei casi di etichettatura ingannevole. Nel 2025, l’11% degli oli etichettati come “extra vergine” è risultato falsificato. In molti casi si trattava di oli di qualità inferiore o addirittura di oli non idonei al consumo
15 aprile 2026 | 16:30 | T N
L’olio d’oliva è tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea e uno dei grassi alimentari più apprezzati al mondo. Tuttavia, dietro l’immagine di qualità e tradizione si nasconde una realtà sempre più complessa: negli ultimi anni sono aumentati in modo significativo i casi di frode e contaminazione, sollevando preoccupazioni tra esperti e autorità di controllo.
Sempre più casi di olio adulterato
Secondo le analisi condotte dal laboratorio tedesco CVUA Stuttgart, nel biennio 2024–2025 sono stati esaminati oltre 500 campioni di olio d’oliva. I risultati sono preoccupanti: circa il 40% dei prodotti ha presentato irregolarità, con un aumento significativo dei casi di etichettatura ingannevole.
Particolarmente allarmante è la crescita delle vere e proprie adulterazioni. Nel 2025, l’11% degli oli etichettati come “extra vergine” è risultato falsificato. In molti casi si trattava di oli di qualità inferiore o addirittura di oli non idonei al consumo, camuffati per apparire come prodotti di alta gamma.
La tecnica più diffusa consiste nella miscelazione con oli più economici, come quello di girasole, talvolta già ossidati, ai quali vengono aggiunti coloranti e aromi per imitare l’aspetto e il gusto dell’olio d’oliva.
Vendite sospette e canali meno controllati
Le frodi emergono spesso in contesti specifici: grandi confezioni da 5 litri, vendita attraverso piccoli rivenditori, ristorazione o piattaforme online. Canali in cui i controlli risultano meno stringenti rispetto alla grande distribuzione.
Non solo frodi: il problema delle contaminazioni
Oltre alle adulterazioni, cresce anche l’attenzione per la presenza di contaminanti chimici. Tra questi, gli esteri di MCPD e glicidolo, sostanze che si formano durante i processi di raffinazione, e gli idrocarburi degli oli minerali (MOSH e MOAH).
Se i primi sono stati rilevati talvolta oltre i limiti di legge, sono soprattutto i MOAH a destare maggiore preoccupazione, poiché considerati potenzialmente cancerogeni. In alcuni campioni di oli di sansa, i livelli riscontrati hanno superato di gran lunga i valori di riferimento, rendendo i prodotti non sicuri per il consumo umano.
Olio di sansa nel mirino
Gli oli di sansa – ottenuti dai residui della lavorazione delle olive – risultano particolarmente esposti a questo tipo di contaminazioni, a causa dei processi industriali più intensivi necessari per la loro produzione. Tutti i campioni analizzati in questo segmento sono stati giudicati non conformi.
Potrebbero interessarti
Mondo
Produzione di olio di oliva in Spagna sotto le 1,3 milioni di tonnellate
Sul fronte della domanda, le uscite registrate nel mese di marzo in Spagna raggiungono le 118.289 tonnellate, segnalando un andamento positivo e costante. Le giacenze al 31 marzo si attestano a 940.303 tonnellate
14 aprile 2026 | 12:00
Mondo
Dai sottoprodotti dell’oliva nuovi antiossidanti naturali per la cosmetica sostenibile
Verificare le proprietà antiossidanti e protettive per la pelle dei polifenoli estratti dagli scarti dell’oliva. Questi composti naturali potrebbero essere impiegati nella produzione di creme idratanti, filtri solari, oli per il viso e altri prodotti cosmetici
14 aprile 2026 | 09:00
Mondo
MOSH e MOAH, ecco come limitare i problemi per l'olio di oliva
Nella fase agricola, la guida dell'Interprofessione spagnola individua come punti critici l’uso e la manutenzione dei macchinari impiegati nella raccolta e nel trasporto delle olive. La fase di lavorazione in frantoio è considerata particolarmente delicata
13 aprile 2026 | 10:00
Mondo
L'olio extravergine di oliva che "spegne" gli incendi
La fondazione Catalunya La Pedrera (proprio quella della famosa Casa Milà di Antoni Gaudì) e la cooperativa L’Olivera, insieme al Parc Natural de Collserola, la Diputació de Barcelona (la Provincia) e l’Associació de propietaris forestals – Collserola Initiatives, hanno lo scorso 25 marzo lanciato l’Oli Nou de Barcelona (olio nuovo di Barcellona, 400 bottiglie da 0,50 nel 2025), un olio extravergine di oliva prodotto nella Sierra
12 aprile 2026 | 15:00
Mondo
Nuove regole per l’applicazione del regolamento europeo sugli imballaggi
Il regolamento fissa una serie di obiettivi strutturali al 2030, destinati a ridisegnare il settore. Tra questi spiccano l’obbligo di rendere gli imballaggi riciclabili e l’introduzione di quote minime di contenuto riciclato negli imballaggi in plastica
09 aprile 2026 | 10:00
Mondo
Record produttivi di grano in Asia, calano nel resto del mondo
Raccolti di grano in tutto il mondo di 820 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La guerra in Iran ha introdotto un'ulteriore incertezza sulle prospettive per il grano e il mais
08 aprile 2026 | 10:00