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Produzione di olio di oliva in Spagna sotto le 1,3 milioni di tonnellate
Sul fronte della domanda, le uscite registrate nel mese di marzo in Spagna raggiungono le 118.289 tonnellate, segnalando un andamento positivo e costante. Le giacenze al 31 marzo si attestano a 940.303 tonnellate
14 aprile 2026 | 12:00 | T N
La campagna olearia entra nella sua fase finale senza particolari scossoni. I primi dati diffusi dall’Agenzia di Informazione e Controllo Alimentare (AICA) sul mese di marzo confermano uno scenario già ampiamente previsto dagli operatori: il mercato dell’olio d’oliva si mantiene equilibrato, senza variazioni significative rispetto alle aspettative.
Nonostante i ritardi nella raccolta causati dalle intense perturbazioni che hanno interessato i mesi invernali, la produzione complessiva si attesta a 1.277.889 tonnellate. Si tratta di un dato leggermente inferiore alle stime formulate lo scorso ottobre dal Ministero dell’Agricoltura, con una correzione al ribasso del 6,5%, ma comunque lontano dalle previsioni più pessimistiche che ipotizzavano un crollo fino al 30%.
Sul fronte della domanda, le uscite registrate nel mese di marzo raggiungono le 118.289 tonnellate, segnalando un andamento positivo e costante. Un dato che contribuisce a mantenere un buon equilibrio tra offerta e domanda, senza generare particolari tensioni.
Le giacenze al 31 marzo si attestano invece a 940.303 tonnellate, un livello considerato relativamente elevato per questo periodo dell’anno. Di queste, 692.616 tonnellate sono detenute dalle almazare, mentre 238.094 tonnellate si trovano presso l’industria di confezionamento; il resto rientra in altre categorie patrimoniali.
In questo contesto, caratterizzato da una generale cautela ma anche da una certa stabilità, si delineano strategie differenti tra i principali attori del settore. L’industria del confezionamento punta a sfruttare la prospettiva di una buona disponibilità di prodotto e la regolarità delle vendite per evitare nuove pressioni al rialzo sui prezzi. I produttori, dal canto loro, cercano di mantenere gli attuali livelli di quotazione, confidando in un possibile incremento delle uscite nei prossimi mesi e in una conseguente riduzione delle scorte.
Il quadro complessivo, dunque, resta quello di un mercato bilanciato, in cui la vera partita si gioca sull’evoluzione dei prezzi all’origine nei mesi a venire.
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