Mondo
MOSH e MOAH, ecco come limitare i problemi per l'olio di oliva
Nella fase agricola, la guida dell'Interprofessione spagnola individua come punti critici l’uso e la manutenzione dei macchinari impiegati nella raccolta e nel trasporto delle olive. La fase di lavorazione in frantoio è considerata particolarmente delicata
13 aprile 2026 | 10:00 | C. S.
La Interprofesional del Aceite de Oliva Español ha pubblicato una nuova Guida di Buone Pratiche per contrastare la contaminazione degli oli di oliva da idrocarburi minerali MOSH e MOAH, una problematica emergente che sta attirando crescente attenzione da parte di operatori del settore, autorità sanitarie e mercati internazionali.
Il documento propone un approccio sistemico alla prevenzione, intervenendo su tutte le fasi della filiera produttiva — dalla raccolta delle olive fino alla distribuzione del prodotto finito — con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di contaminazione derivante da lubrificanti minerali, carburanti, materiali non idonei al contatto alimentare e altre fonti potenziali.
Controlli più rigorosi già in campo
Nella fase agricola, la guida individua come punti critici l’uso e la manutenzione dei macchinari impiegati nella raccolta e nel trasporto delle olive. Viene raccomandato un controllo accurato di trattori, scuotitori e rimorchi, privilegiando l’impiego di lubrificanti di origine vegetale e prevedendo verifiche periodiche delle componenti soggette a usura.
Particolare attenzione è riservata anche alle operazioni di trasporto: i rimorchi devono essere puliti con cura, è vietato trasportare olive insieme a macchinari e devono essere utilizzati esclusivamente materiali idonei al contatto alimentare. La guida sottolinea inoltre l’importanza di evitare il funzionamento dei motori in prossimità delle aree di stoccaggio del prodotto.
Sul fronte dei trattamenti agronomici, viene richiesto agli operatori di verificare preventivamente le formulazioni utilizzate e di ottenere garanzie documentali sull’assenza di MOSH e MOAH.
Frantoi sotto osservazione
La fase di lavorazione in frantoio è considerata particolarmente delicata. Il documento introduce protocolli rafforzati che includono ispezioni visive delle olive in ingresso per individuare eventuali contaminazioni e una manutenzione rigorosa di tramogge e sistemi di trasporto interno.
Tra i principali fattori di rischio vengono segnalati i motori posizionati sopra le linee di lavorazione e l’usura dei nastri trasportatori, per i quali si raccomandano controlli frequenti e sostituzioni tempestive.
Durante le fasi di gramolatura, decantazione e centrifugazione, la guida impone un controllo stringente dei parametri di processo e dei coadiuvanti tecnologici utilizzati. In caso di sospetta contaminazione, è prevista l’immediata esecuzione di campionamenti e la pulizia completa degli impianti prima della ripresa delle attività.
Stoccaggio ed imbottigliamento: standard più elevati
Anche lo stoccaggio rappresenta un passaggio critico. La guida raccomanda l’utilizzo di serbatoi in acciaio inox, la sanificazione con prodotti autorizzati e il mantenimento di temperature controllate tra i 18 e i 20 °C. Viene inoltre suggerita l’installazione di sistemi di filtrazione dell’aria per prevenire contaminazioni esterne.
Nelle fasi di confezionamento, l’attenzione si concentra sull’uso di tubazioni e materiali inerti, sulla tracciabilità delle operazioni di pulizia e sulla verifica dell’integrità degli impianti di riempimento. Fondamentale anche il controllo dei fornitori, che devono certificare l’assenza di MOSH e MOAH negli imballaggi e nei tappi.
Trasporto e tracciabilità al centro del sistema
Per quanto riguarda la distribuzione, sia del prodotto sfuso sia confezionato, la guida impone l’impiego esclusivo di cisterne e attrezzature destinate al contatto alimentare, sottoposte a pulizia e verifica prima di ogni utilizzo.
Elemento centrale dell’intero sistema è la tracciabilità, che deve essere garantita in ogni fase, insieme alla formazione continua del personale e all’adozione di protocolli documentati di pulizia e controllo.
Una risposta alle nuove esigenze del mercato
Con questa iniziativa, il settore oleicolo spagnolo si dota di uno strumento tecnico avanzato per rafforzare la sicurezza alimentare e rispondere alle crescenti richieste normative e commerciali in materia di contaminanti.
La guida rappresenta un passo significativo verso una gestione più rigorosa e consapevole dei rischi, con l’obiettivo di tutelare la qualità del prodotto e la fiducia dei consumatori a livello globale.
Potrebbero interessarti
Mondo
El Niño torna a minacciare l’agricoltura mondiale
Le analisi della FAO indicano un elevato rischio di siccità in Africa, Asia, America Centrale e Caraibi. L’aumento delle temperature globali e le crisi in corso potrebbero amplificare gli effetti del fenomeno climatico, mettendo a rischio milioni di persone
26 giugno 2026 | 08:30
Mondo
European Wine Summit: il futuro del vino
Un appello per un quadro politico orientato al futuro, capace di rafforzare la competitività, la resilienza e la sostenibilità del settore vitivinicolo dell'UE
25 giugno 2026 | 16:30
Mondo
La Turchia raddoppia gli oliveti e punta sul valore aggiunto
Produzione record e investimenti tecnologici hanno trasformato il Paese in uno dei principali produttori mondiali. Ora la sfida è rafforzare i marchi nazionali e conquistare maggiore riconoscibilità sui mercati internazionali
24 giugno 2026 | 16:00
Mondo
Riceviamo e pubblichiamo
Borges Agricultural & Industrial Edible Oils S.A.U. ci scrive e volentieri pubblichiamo la sua posizione
24 giugno 2026 | 10:15
Mondo
Calano le vendite di olio di oliva e i prezzi, a rischio il modello spagnolo
Il volume cumulativo delle vendite risulta inferiore di 18.833 tonnellate rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna olearia. ASAJA-Jaén mette in guardia sulla tenuta economica degli oliveti tradizionali
23 giugno 2026 | 11:00
Mondo
La denuncia spagnola: i controlli sull'olio di oliva sono inesistenti, una bufala del governo
Gli olivicoltori di COAG Andalusia vanno direttamente all'attacco del Ministro dell'agricoltura spagnolo Planas, citando un rapporto della Corte dei Conti europea. E accusa: "dati ufficiali manipolati, scompaiono 20mila tonnellate di scorte in poche ore"
23 giugno 2026 | 09:00