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L'olio extravergine di oliva che "spegne" gli incendi

L'olio extravergine di oliva che

La fondazione Catalunya La Pedrera (proprio quella della famosa Casa Milà di Antoni Gaudì) e la cooperativa L’Olivera, insieme al Parc Natural de Collserola, la Diputació de Barcelona (la Provincia) e l’Associació de propietaris forestals – Collserola Initiatives, hanno lo scorso 25 marzo lanciato l’Oli Nou de Barcelona (olio nuovo di Barcellona, 400 bottiglie da 0,50 nel 2025), un olio extravergine di oliva prodotto nella Sierra

12 aprile 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Barcellona ha ora il proprio olio extra vergine e questo, anziché “divampare”, spegne gli incendi. Non è una dop, non è una igp: è “un olio urbano”, risultato di un progetto che vuole rilanciare la coltivazione dell’olivo nella catena montuosa di Collserola, contribuendo alla riduzione dei grandi incendi boschivi. Polmone verde del capoluogo catalano, la Serra di Collserola divide la piana di Barcellona dalla regione del Vallès ed è forse poco nota ma in realtà chiunque sia stato a Barcellona ha sentito parlare della sua sommità, il Tibidabo, se non visitato il lunapark. 

La fondazione Catalunya La Pedrera (proprio quella della famosa Casa Milà di Antoni Gaudì) e la cooperativa L’Olivera, insieme al Parc Natural de Collserola, la Diputació de Barcelona (la Provincia) e l’Associació de propietaris forestals – Collserola Initiatives, hanno lo scorso 25 marzo lanciato l’Oli Nou de Barcelona (olio nuovo di Barcellona, 400 bottiglie da 0,50 nel 2025), un olio extravergine di oliva prodotto nella Sierra. Al momento solo il 6,4% di Collserola è destinato all’agricoltura, una percentuale ben lontana dal 21,5% del 1956 quando, a causa di una straordinaria ondata di freddo e ghiaccio, molte aziende agricole furono abbandonate, avendo i proprietari perso la fonte di reddito: ciò ha favorito l’avanzare del bosco, soprattutto pini bianchi di Aleppo, e il conseguente aumentato rischio di incendi. Per ovviare a questo si è quindi arrivati al progetto pilota, inizialmente nella tenuta Oliveres Reverter di Sant Just Desvern, allo scopo di una più ragionata gestione agroforestale armonizzata con la produzione di olio dalle tre cv catalane Arbequina, Becaruda e Vera del Vallès, coltivate in bio e in asciutta e per ora molite nel frantoio aziendale nella comarca dell’Urgell ma, come riportato dalla stampa, l’intento è un frantoio metropolitano anche partitario.

Il responsabile di produzione di L’Olivera, Pau Moragas, sottolinea i molteplici valori aggiunti dell’Oli Nou de Barcelona, “valore territoriale, perché contribuisce alla prevenzione degli incendi e al ripristino del paesaggio agricolo; sociale, perché prodotto nell’ambito di un progetto di inclusione; culturale, perché preserva la tradizione agricola in un’area sempre più urbanizzata”. Per Miquel Rafa, direttore per la sostenibilità e il territorio della Fundació Catalunya La Pedrera, a Collserola si ha la grande opportunità di “trasformare un paesaggio vulnerabile in un territorio attivo, produttivo e resiliente. Questo progetto rappresenta un chiaro impegno della Fundació a connettere agricoltura, gestione forestale e impatto sociale”. Per ora ci si concentra sul recupero dei terreni e di circa 240 ulivi di Arbequina piantati tra il 2002 e il 2006, grazie a potatura intensiva, riduzione della densità degli alberi e rimozione della vegetazione circostante. Dal 2028 in poi, si punta a una produzione di olive compresa tra i 5.000 e i 6.000 kg pari a circa 1.500 litri di olio; il macro obiettivo è però recuperare nell’intero parco naturale di Collserola nei prossimi cinque anni tutti i 156 ettari inizialmente individuati (2% della superficie totale), distribuiti tra i comuni di Barcellona, Sant Cugat del Vallès, Sant Feliu de Llobregat, Molins de Rei, Cerdanyola e Sant Just Desvern.

Con oltre 50 soci, L’Olivera produce vini e oli biologici dal 1974 nella storica sede di Vallbona de les Monges (Urgell) ma per l’unico vino urbano barcellonese bisogna spostarsi sul versante nord di Collserola, nella Masia de Can Calopa, dove la cooperativa agricola - che dal 2010 la gestisce grazie alla collaborazione con il Comune, proprietario dei terreni – produce in tre ettari il Vinyes de Barcelona da uve Xarel·lo e Grenache, a denominazione Catalunya (non è l’unico vigneto urbano: ne gestisce uno anche a Can Gambús, nel parco agricolo di Sabadell).

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