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L’olivicoltura australiana entra in una fase di consolidamento: produzione in forte crescita

L’olivicoltura australiana entra in una fase di consolidamento: produzione in forte crescita

Storicamente l’olivicoltura australiana è stata dominata da aziende agricole di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare. Tuttavia, negli ultimi anni il settore sta evolvendo verso modelli produttivi più strutturati e di maggiore scala

16 marzo 2026 | 15:00 | C. S.

L’olivicoltura australiana sta attraversando una fase di consolidamento e crescita strutturale, in linea con il buon andamento generale del settore agricolo del Paese. A evidenziarlo è la Australian Olive Association (AOA), che sottolinea come l’aumento della domanda e il crescente interesse degli investitori stiano rafforzando la posizione dell’olio d’oliva australiano sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

Secondo l’ultimo Manuale delle statistiche orticole australiane, il valore della produzione di olive è cresciuto del 39% su base annua nella campagna 2024/2025. Un risultato che riflette non solo un miglioramento dei rendimenti agricoli, ma anche una domanda sempre più solida per l’olio extravergine prodotto nel Paese.

Crescita costante e domanda in aumento

Il direttore esecutivo dell’associazione, Michael Southan, ha sottolineato come il comparto stia registrando diversi anni consecutivi di crescita stabile. A trainare il settore sono sia l’ingresso di nuovi produttori sia un mercato domestico che riconosce sempre più il valore dell’olio d’oliva australiano, apprezzato per la qualità, la freschezza e le proprietà salutistiche.

Parallelamente, il settore sta vivendo un processo di progressiva professionalizzazione. L’adozione di tecniche agronomiche più avanzate, l’innovazione tecnologica e una maggiore efficienza operativa stanno contribuendo a migliorare la redditività delle aziende, anche in un contesto caratterizzato da costi di produzione elevati.

Verso aziende più grandi e meccanizzate

Storicamente l’olivicoltura australiana è stata dominata da aziende agricole di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare. Tuttavia, negli ultimi anni il settore sta evolvendo verso modelli produttivi più strutturati e di maggiore scala.

Il crescente interesse del mercato e l’ingresso di nuovi capitali stanno infatti favorendo la creazione di nuovi oliveti, l’espansione delle superfici già coltivate e investimenti nella meccanizzazione, in particolare nei sistemi di raccolta.

Questo processo di crescita dimensionale consente alle aziende di beneficiare di economie di scala e rafforza la capacità competitiva del settore sui mercati internazionali.

Clima e costi restano le principali incognite

Nonostante il quadro positivo, l’associazione avverte che la resilienza rimarrà un fattore chiave per il futuro dell’olivicoltura australiana. Il settore continua infatti a essere esposto alla variabilità climatica, con fenomeni come siccità, gelate e inondazioni che possono influire significativamente sui raccolti.

A ciò si aggiunge l’aumento dei costi degli input agricoli, in particolare energia, carburanti e fertilizzanti, il cui andamento potrebbe essere condizionato anche dalle tensioni geopolitiche globali.

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