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Export di olio d’oliva spagnolo in forte crescita nel 2025
Le esportazioni complessive di olio d’oliva e di olio di sansa hanno raggiunto 592.000 tonnellate, segnando un aumento del 23% rispetto al 2024. Oltre agli Stati Uniti bene i mercati di Regno Unito, Cina e Canada
13 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
Il 2025 si è chiuso con risultati molto positivi per il settore esportatore dell’olio d’oliva spagnolo. Secondo i dati diffusi dalla Asociación Española de la Industria y el Comercio Exportador de Aceites de Oliva y Aceites de Orujo, le esportazioni complessive di olio d’oliva e di olio di sansa hanno raggiunto 592.000 tonnellate, segnando un aumento del 23% rispetto al 2024.
Dopo due campagne segnate da raccolti limitati, il recupero della produzione ha consentito al settore di tornare a crescere e di consolidare ulteriormente la propria leadership sui mercati internazionali.
Export trainato dai mercati extra UE
Del totale esportato, 529.528 tonnellate riguardano olio d’oliva. Di queste, il 37% (circa 195.000 tonnellate) è stato destinato ai paesi dell’Unione Europea, mentre il 63% (334.839 tonnellate) ha raggiunto mercati extraeuropei.
Il dato conferma il peso crescente dei paesi terzi nella strategia commerciale della Spagna, sempre più orientata alla diversificazione dei mercati e alla conquista di nuovi consumatori a livello globale.
Stati Uniti primo mercato mondiale
Tra i principali sbocchi commerciali si conferma al primo posto Stati Uniti, con 102.313 tonnellate esportate, pari a un incremento del 22% rispetto all’anno precedente.
La crescita dei consumi negli Stati Uniti è sostenuta da un pubblico sempre più attento ai benefici salutistici dell’olio d’oliva. In questo contesto ha avuto un ruolo importante anche la posizione della Food and Drug Administration, che ha indicato l’olio d’oliva come scelta alimentare salutare, rafforzandone l’immagine tra i consumatori americani.
Crescono anche Regno Unito, Cina e Canada
Buoni risultati arrivano anche da altri mercati internazionali. Il Regno Unito si colloca al secondo posto tra le destinazioni estere, con una crescita del 31% rispetto al 2024.
Particolarmente dinamico anche il mercato di Cina, che registra un aumento del 57%, mentre le esportazioni verso Australia crescono del 21%. Ancora più marcato l’incremento in Canada, dove i volumi esportati sono raddoppiati (+50%), segno di una domanda internazionale in forte espansione.
Alla luce di questi risultati, la Spagna conferma il proprio ruolo di primo esportatore mondiale di olio d’oliva e guarda al 2026 con prudenza, puntando a consolidare la presenza nei principali mercati internazionali e a intercettare la crescita della domanda globale, sempre più guidata da stili alimentari salutari e da una maggiore cultura gastronomica.
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