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Ecco le misure europee per rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena alimentare
L’accordo provvisorio chiarisce l’uso dei termini “equo” o “equo” per i prodotti agricoli ed elenca i criteri per consentire tale etichettatura. L'accordo informale raggiunto dai colegislatori mira a garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano molteplici fattori
07 marzo 2026 | 11:00 | C. S.
i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno concordato nuove disposizioni per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori per contribuire a stabilizzare il loro reddito.
L'accordo informale raggiunto dai colegislatori mira a garantire che i prezzi finali dei prodotti alimentari riflettano molteplici fattori, in particolare i costi effettivi di produzione che sono a carico degli agricoltori e che hanno un impatto diretto sul loro reddito. Tra le misure concordate, gli Stati membri sarebbero tenuti a stabilire e pubblicare indicatori online da utilizzare come parametri di riferimento negli accordi contrattuali.
Il testo concordato include anche disposizioni per rafforzare il ruolo delle organizzazioni di produttori (POS) nell'organizzazione di mercato e nella contrattazione collettiva, come avere PO che si impegnano direttamente con gli acquirenti e la creazione di norme per impedire agli acquirenti di contattare direttamente i singoli produttori.
Etichettatura e marketing
L’accordo provvisorio chiarisce l’uso dei termini “equo” o “equo” per i prodotti agricoli ed elenca i criteri per consentire tale etichettatura. Grazie ai negoziatori del Parlamento, tali criteri includerebbero, ad esempio, il contributo di un prodotto allo sviluppo della comunità rurale e la promozione delle organizzazioni di agricoltori.
Il testo concordato introdurrebbe anche una definizione di carne come “parti commestibili di animali” e precisa che i nomi, come la bistecca e il fegato, devono essere riservati ai prodotti contenenti carne e devono escludere i prodotti coltivati in laboratorio.
Il termine “catena di approvvigionamento” sulle etichette o nella pubblicità dovrebbe essere utilizzato solo per le merci prodotte nell’UE con un numero limitato di intermediari tra l’agricoltore e il consumatore finale, o che vengono gestiti su breve distanza o durante un breve periodo di percorrimento.
Sostegno al settore lattiero-caseario
Infine, i colegislatori hanno concordato misure, come i contratti scritti obbligatori per sostenere i redditi dei produttori lattiero-caseari alla luce delle difficili condizioni affrontate dal settore. Tali contratti avrebbero opt out per gli indicatori di prezzo, e clausole di revisione.
Meat sounding vietato
"L'Ue ha preso due decisioni importanti per ricondurre le cose alla normalità. Si dice basta al "Meat sounding", non potranno essere utilizzati denominazioni tipiche dei prodotti di origine animale per chiamare prodotti di origine vegetale e tantopiù per quelli che vengono prodotti in laboratorio. È un successo dell'Italia che vede riconosciuto a livello europeo il proprio modello agroalimentare. E poi l'Ue ha deciso di fare propria una norma che già vale in Italia per dare più forza nelle contrattazioni ai nostri agricoltori. Una su tutte è la previsione di una clausola di revisione per i contratti superiori ai sei mesi nella fornitura di materie prime: i nostri agricoltori potranno chiedere, in tutti gli Stati dell'Ue, l'inserimento di una clausola di rinegoziazione per adeguare il prezzo di vendita dei loro prodotti all'andamento del mercato. È un passo decisivo per vedere riconosciuto il giusto valore e il giusto reddito ai nostri agricoltori. Quando diciamo che rimettiamo l'Agricoltura al centro intendiamo proprio questo, mettiamo nelle condizioni il settore primario di guardare al futuro con sicurezza e di veder riconosciuta l'importanza del proprio lavoro". Così in una nota il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
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