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In Spagna sono tutti santi: 40 sanzioni nel 2025 nel settore dell'olio di oliva
Nel 2025 sono stati effettuati 666 controlli tra aziende, frantoi e supermercati. Meno di quanto richiesto dall'Unione europea. Le irregolarità sono il 6%, di cui una sola trovata sugli scaffali dei supermercati
06 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
Nel corso del 2025 la Agencia de Información y Control Alimentarios (AICA) ha irrogato un totale di 991 sazioni nel settore alimentare.
Guardando nel dettaglio all’attività svolta nel 2025, l’AICA ha realizzato 399 ispezioni lungo la filiera alimentare, controllando complessivamente 2.978 relazioni commerciali tra operatori. La maggior parte dei controlli ha riguardato il settore ortofrutticolo, che da solo ha concentrato il 56% delle ispezioni, seguito dal comparto zootecnico con il 13%. Il settore oleicolo ha rappresentato invece una quota limitata dei controlli.

40 sanzioni sono state comminate nell’ambito del settore dell’olio e delle olive. Di queste, 32 hanno interessato la produzione di olive da frantoio, 7 il segmento delle olive da tavola, mentre una sola sanzione ha riguardato direttamente il mercato dell’olio d’oliva.
Se si considera il periodo più ampio che va dalla nascita dell’AICA nel 2014 fino al 31 dicembre 2025, il bilancio complessivo delle infrazioni sanzionate dal ministero raggiunge quota 4.947. All’interno di questo totale, il settore oleicolo registra 365 violazioni, suddivise tra 213 relative alle olive da frantoio, 149 legate all’olio d’oliva e tre classificate in altre categorie.
Il dato di 40 sanzioni all'anno non deve dunque considerarsi un'eccezione ma la regola nell'ambito del settore olivicolo oleario iberico.
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