Mondo

La Giordania viene in aiuto all'olio di oliva tunisino

La Giordania viene in aiuto all'olio di oliva tunisino

La solidarietà araba viene in aiuto al settore olivicolo tunisino con l'autorizzazione ad importazioni per 10 mila tonnellate. Stretta del governo sul settore: e cooperative rappresentano circa il 60% degli acquisti effettuati dall’Ufficio Nazionale dell’Olio d’Oliva

10 febbraio 2026 | 14:00 | C. S.

Dopo le speculazioni che hanno colpito intensamente la Tunisia dell'olio di oliva, il Paese del Magreb stya ottenendo un fattivo supporto da parte del mondo arabo.

Uno degli sviluppi più significativi riguarda la riapertura del mercato giordano all’olio d’oliva tunisino. Il Ministero dell’Agricoltura della Giordania ha autorizzato l’importazione di 10.000 tonnellate per la campagna 2025/2026, in risposta al forte calo della produzione locale. Si tratta di una decisione eccezionale che segna il ritorno ufficiale del prodotto tunisino su un mercato strategico della regione.

Secondo quanto annunciato dall’ambasciatrice tunisina ad Amman, Moufida Zribi, il lavoro congiunto della missione diplomatica e dell’addetto commerciale ha permesso di riattivare le reti commerciali e di consolidare le esportazioni, coinvolgendo sia operatori pubblici sia privati. Dal novembre 2025, oltre 40 importatori giordani, in coordinamento con il Centro di promozione delle esportazioni (Cepex), hanno visitato impianti oleari in Tunisia. Le visite hanno portato alla firma di contratti iniziali per circa 3.000 tonnellate, con un marcato incremento delle esportazioni tra gennaio e febbraio 2026.

Il ritorno sul mercato giordano si inserisce in un contesto di performance record delle esportazioni tunisine. Negli ultimi giorni del 2025, le vendite all’estero di olio d’oliva hanno raggiunto 108.000 tonnellate, per un valore complessivo di 1,379 miliardi di dinari, secondo il Ministero del Commercio e dello Sviluppo delle Esportazioni.

Parallelamente allo slancio dell’export, il governo ha adottato misure per garantire l’approvvigionamento del mercato interno e la stabilità dei prezzi. La Rete tunisina delle cooperative ha concluso un accordo con il Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idriche e della Pesca per la vendita di olio d’oliva alle istituzioni pubbliche al prezzo di 11,6 dinari al litro (3,39 euro/litro), destinato a cooperative e dipendenti del settore pubblico.

Le cooperative svolgono un ruolo centrale in questo assetto: rappresentano circa il 60% degli acquisti effettuati dall’Ufficio Nazionale dell’Olio d’Oliva, facilitando sia la commercializzazione sia il sostegno diretto agli agricoltori, come sottolineato dal presidente della rete, Monir Gharbi.

Il rafforzamento del settore è accompagnato da una chiara riaffermazione del ruolo dello Stato. In una recente riunione al Palazzo di Cartagine, il presidente della Repubblica Kais Saied ha ribadito la necessità di riprendere il controllo pubblico su comparti strategici quali lo stoccaggio dell’olio d’oliva, la distribuzione degli input agricoli e la gestione delle risorse idriche. Il capo dello Stato ha denunciato pratiche considerate dannose per l’economia nazionale e ha evidenziato l’insufficiente capacità di stoccaggio dell’Ufficio Nazionale dell’Olio d’Oliva rispetto al potenziale produttivo del Paese.

Potrebbero interessarti

Mondo

Chiesti controlli su prezzi e tracciabilità dell’oliva da mensa in Spagna

La Comunidad de Labradores y Ganaderos de Almendralejo (CLYGAL) chiede al Governo spagnolo di avviare controlli immediati sui centri di acquisto e sulle industrie di trasformazione delle olive da mensa, verificando il rispetto della Ley de la Cadena Alimentaria e delle norme sulla tracciabilità

22 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

Olio d’oliva spagnolo, a settembre commercializzate 1,49 milioni di tonnellate. Scorte a 357 mila tonnellate

La campagna si chiude con vendite superiori alla produzione e una riduzione delle giacenze di 119 mila tonnellate in settembre. UPA Andalucía denuncia perdite per 2 miliardi di euro a carico degli olivicoltori, contestando la scarsa trasmissione dei ribassi dei prezzi all’origine ai consumatori

21 ottobre 2026 | 15:00

Mondo

Ritiro obbligatorio dell’olio, allarme dei frantoi spagnoli

INFAOLIVA e Almazaras Federadas de España contestano i possibili effetti della futura ordinanza sulla regolazione dell’offerta di olio d’oliva. Le due organizzazioni chiedono un’analisi preventiva degli impatti economici, commerciali e qualitativi

21 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva

Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi

20 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%

Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate

20 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo

La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%

19 ottobre 2026 | 13:00