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La Tunisia cerca di rinegoziare i dazi di Trump sull’olio di oliva
L’Amministrazione americana ha imposto dazi del 25% alla Tunisia, contro il 15% dell’Unione europea e della Turchia e il 10% del Marocco. Ora il parlamento tunisino chiede al governo di rinegoziare
12 gennaio 2026 | 11:00 | C. S.
La Tunisia sta vivendo un momento complicato a livello olivicolo con una superproduzione da oltre 400 mila tonnellate e prezzi che si stanno abbassando in maniera drastica, cercando quindi sbocchi per il suo prodotto.
All’Unione europea ha chiesto di aumentare il contingente a dazio zero a 100 mila tonnellate. La richiesta è stata inoltrata dal ministro degli Esteri Mohamed Ali Nafti dopo concertazione con i ministri delle Finanze e del Commercio, mentre il Parlamento tunisino ha approvato una legge per avviare negoziati con l'UE.
Oltre a rinegoziare i dazi con l'UE, il Parlamento tunisino ha ordinato al governo tunisino di intensificare gli sforzi di esportazione nei paesi asiatici, come Indonesia, Giappone, Corea, India.
Ma l’attenzione si è concentrata anche sugli Stati Uniti, che importa 57 mila tonnellate di olio tunisino all’anno, Tunisia che è diventata la terza forza del mercato americano ma che sconta anche i dazi più alti.
Nel settore dell'olio d'oliva, Washington ha imposto alla Tunisia la tariffa più alta del 25%, rispetto al 15% nell'UE e in Turchia, ma anche al 10% in Marocco.
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