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Il piacere del cioccolato alla prova dei prezzi
Il settore affronta sfide importanti, come la volatilità dei prezzi del cacao, gli effetti del cambiamento climatico sulle rese agricole e la necessità di innovare per rispondere ai nuovi gusti dei consumatori
10 gennaio 2026 | 10:00 | C. S.
La filiera del cioccolato parte dalla coltivazione del cacao, concentrata soprattutto in Africa occidentale, in particolare Costa d’Avorio e Ghana, che insieme rappresentano oltre la metà della produzione globale. Seguono l’America Latina e l’Asia, con ruoli crescenti sia nella produzione sia nel consumo. I principali mercati di sbocco sono Europa e Nord America, dove il cioccolato è un prodotto di largo consumo e ad alto valore aggiunto.
Negli ultimi anni si è registrata una crescita della domanda di cioccolato premium, biologico e certificato equo-solidale, spinta da una maggiore attenzione alla qualità, alla sostenibilità ambientale e alle condizioni di lavoro nelle piantagioni. Allo stesso tempo, il settore affronta sfide importanti, come la volatilità dei prezzi del cacao, gli effetti del cambiamento climatico sulle rese agricole e la necessità di innovare per rispondere ai nuovi gusti dei consumatori. Nonostante ciò, il mercato globale continua a crescere, sostenuto dall’espansione della classe media nei paesi emergenti.
Mentre l'impennata dei prezzi domina la scena, la crisi del cacao mette in luce problemi sistemici più profondi che riguardano anche le sfide globali legate al cambiamento climatico. Stagioni secche prolungate, parassiti e degrado del suolo minacciano la sostenibilità a lungo termine del cacao.
Le quotazioni sui mercati finanziari di New York e Londra, che guidano i movimenti sul mercato della filiera del cacao e dei suoi derivati, hanno raggiunto nel giugno del 2025 il valore di 8.402 dollari/tonnellata: una conferma del trend di forte crescita nel medio periodo (a inizio 2024 il costo per mille kili di cacao era di 4.443 dollari), sebbene in calo dopo il record registrato a gennaio (10.710 dollari). Come spesso accade, i produttori hanno assorbito la maggior parte degli rincari, proponendo in mercati come Belgio, Paesi Bassi, Germania e Italia, prodotti con un aumento medio annuo contenuto al 18,1%.
Una conseguenza degna di nota in tale scenario è il rimodulamento dei prezzi a scaffale, che tende a livellare quelli di private label e cioccolato di marca. In Belgio, capitale europea del cioccolato, le private label hanno registrato gli aumenti più significativi (fino al +25%), mentre i marchi premium hanno contenuto i rincari (+5%) ben al di sotto della media del comparto (+14%). Una dinamica dovuta ai contratti di fornitura a breve termine con copertura limitata tipici della Marca del Distributore, che innescano aggiustamenti più frequenti e più incisivi.
In Italia i dati tratti dallo Shopper Panel di YouGov mostrano una penetrazione del mercato complessivo del cioccolato addirittura in aumento al 93% (dal 92.7%), sostenuta in particolare da quella in crescita del segmento delle tavolette di cioccolato (82.1%) . I consumatori hanno reagito alla spinta inflazionistica riducendo gli acquisti medi del 7% circa ma mantenendo molto elevata e addirittura crescente la frequenza di acquisto: nel 2025 le famiglie italiane hanno acquistato cioccolato in media 14.2 volte (+1% rispetto al 2024), raggiungendo una spesa media annua familiare di oltre 72 euro (+8.4%). In linea con i consueti atteggiamenti antinflazionistici, per far fronte ai rincari gli italiani aumentano la frequenza acquistando però quantità minori.
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