Mondo
Una campagna olearia inferiore alle 1,3 milioni di tonnellate in Spagna e alle 300 mila tonnellate in Italia
Si raffredda l'entusiasmo per la campagna olearia in Spagna tra ritardi nella raccolta, rese più nasse del previsto e minori flussi di olive in arrivo nei frantoi. Anche in Italia la raccolta è meno soddisfacente del previsto: 108 mila tonnellate in Puglia
08 gennaio 2026 | 10:00 | T N
Mentre si attendono i dati sulle moliture di dicembre e sui flussi commerciali dell'olio in Spagna gli umori del mondo produttivo sono foschi.
La produzione di olio di oliva potrebbe calare di circa 100 mila tonnellate rispetto a quanto originariamente previsto a ottobre.
A pesare sulla revisione delle stime un complesso di fattori concomitanti, ovvero la lunga siccità durata fino all'inizio di novembre che ha in parte compromesso il raccolto negli oliveti in asciutto, gli attacchi di mosca dell'olivo anche molto tardivi, oltre ad altre patologie, che hanno fatto cascare parte della produzione, il maltempo di dicembre che sta rallentando le operazioni di raccolta specie in Andalusia, i forti venti che hanno fatto cascare parte della produzione, le rese al frantoio più basse del previsto.
Diverse grandi cooperative andaluse stanno segnanando che i flussi di olive sono sensibilmente inferiori alle previsioni e alle tendenze storiche per cui il raggiungimento del traguardo delle 1,3 milioni di tonnellate in Spagna è tutt'altro che certo.
Anche in Italia, nel frattempo, c'è aria di ridimnesionamento delle previsioni di raccolto iniziale. A inizio 2026, infatti, le tre Regioni olivicole per eccellenza (Puglia, Sicilia e Calabria) hanno prodotto 178 mila tonnellate di olio di oliva, di cui 108 mila nella sola Puglia. Complessivamente il resto dell'Italia olivicola ha prodotto poco più di 60 mila tonnellate, portando il totale a 240 mila tonnellate, ben lontano dalle 300 mila tonnellate stimate a inizio campagna.
Revisione al ribasso anche in Grecia, dove la produzione è prevista sotto le 200 mila tonnellate e anche in Tunisia dove si comincia a pensare a un'annata record, da 400 mila tonnellate, o poco più ma assai inferiore alle 500 mila tonnellate ottimisticamente stimate.
Complessivamente potrebbero mancare all'appello circa 200 mila tonnellate di olio rispetto alle stime di inizio campagna olearia.
Potrebbero interessarti
Mondo
Olivicoltura in allarme a Jaén: produzione in calo e scorte sotto pressione
La campagna olearia chiude sotto le attese: venduto già il 60% dell’olio prodotto. Cooperative chiamate a fronteggiare cambiamento climatico, scarsità d’acqua e sostenibilità economica
01 maggio 2026 | 09:00
Mondo
Toledo e Castiglia-La Mancia: ruolo sempre più centrale nel mercato globale dell'olio di oliva
Con 138 mila tonnellate di olio d’oliva su 460 mila ettari olivetati, la regione supera la media dell’ultimo decennio e rafforza il proprio posizionamento internazionale, puntando su qualità, export e valore aggiunto
30 aprile 2026 | 11:00
Mondo
Il piano d'azione della Commissione europea: perdite per 500 milioni di giorno nella UE
AccelerateEU è il pacchetto di strumenti della Commissione per fornire un aiuto immediato alle famiglie e alle industrie europee. L'UE ha speso altri 24 miliardi di euro per le importazioni di energia a causa dell'aumento dei prezzi
30 aprile 2026 | 09:45
Mondo
In Spagna le vendite di olio extravergine di oliva faticano
Mercato in stabilizzazione nella campagna 2025/26. Nel primo trimestre volumi quasi invariati e segnali di equilibrio dopo anni di forte volatilità. Le uscite complessive di oli d’oliva si attestano a 143,60 milioni di litri. Cresce solo l’olio vergine
30 aprile 2026 | 09:00
Mondo
Dcoop ha venduto 112 mila tonnellate di olio di oliva nel 2025
Il fatturato del settore oleicolo ha sfiorato i 500 milioni di euro. I principali mercati di destinazione restano Italia e Stati Uniti, confermando una forte dipendenza da grandi acquirenti internazionali, soprattutto nel segmento del prodotto sfuso
28 aprile 2026 | 10:00
Mondo
Cambiamenti climatico e caldo estremo: l'agricoltura mondiale sotto pressione
Ondate di calore sempre più frequenti e intense minacciano raccolti, allevamenti e lavoratori agricoli. Oltre un miliardo di persone esposte, mentre i sistemi agroalimentari diventano sempre più vulnerabili
27 aprile 2026 | 16:00