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I cicloni in Spagna hanno devastato l'olivicoltura: 70 mila ettari coinvolti

I cicloni in Spagna hanno devastato l'olivicoltura: 70 mila ettari coinvolti

Particolarmente esposto l’oliveto, con fenomeni di asfissia radicale nei terreni a scarso drenaggio, difficoltà nell’esecuzione delle pratiche colturali, rischio di caduta del frutto e processi erosivi nei terreni in pendenza

04 marzo 2026 | 13:30 | C. S.

Il sistema spagnolo delle assicurazioni agrarie combinate si trova ad affrontare uno dei primi grandi banchi di prova del 2026. Agroseguro ha infatti ricevuto denunce di sinistro relative a quasi 70.000 ettari in tutto il Paese, a seguito del susseguirsi di perturbazioni che da metà gennaio hanno investito in particolare la metà sud della Penisola Iberica.

La stima iniziale delle indennità ha già raggiunto i 50 milioni di euro, ma il dato è destinato a evolversi con il completamento delle perizie ancora in corso su alcune produzioni, tra cui il cereale. Per accelerare le operazioni di valutazione dei danni sono stati mobilitati 150 periti nelle diverse aree colpite, approfittando del miglioramento delle condizioni meteo che ha consentito l’accesso alle aziende agricole.

È l’Andalucía a concentrare oltre la metà dell’impatto economico complessivo. Dalla tempesta Tormenta Harry fino al passaggio della Borrasca Oriana, sono state dichiarate più di 37.000 ettari danneggiati, per un valore stimato di oltre 27 milioni di euro. I comparti più colpiti includono frutti rossi, oliveti, agrumi e orticole, mentre resta sotto osservazione l’effetto delle piogge persistenti sullo sviluppo vegetativo dei cereali.

Un caso emblematico è quello della provincia di Huelva, dove il 26 febbraio sono partiti i primi pagamenti. Agroseguro ha già liquidato 3,6 milioni di euro ai produttori di fragola e piccoli frutti, prima area in cui è stato possibile completare le perizie. Le denunce di sinistro superano le 5.000, in gran parte relative a coltivazioni protette da macrotunnel per fragole, lamponi, mirtilli e more. La superficie interessata sfiora i 2.500 ettari e la stima complessiva degli indennizzi per i produttori locali supererà i 7 milioni di euro nei prossimi giorni.

I danni non derivano soltanto dalle precipitazioni continue, ma anche dal collasso strutturale delle installazioni, che ha amplificato l’impatto economico sulle aziende più specializzate. Particolarmente esposto anche l’oliveto, con fenomeni di asfissia radicale nei terreni a scarso drenaggio, difficoltà nell’esecuzione delle pratiche colturali, rischio di caduta del frutto e processi erosivi nei terreni in pendenza.

L’episodio conferma la crescente vulnerabilità dell’agricoltura mediterranea agli eventi climatici estremi. In questo contesto, il sistema assicurativo agrario si consolida come strumento essenziale di stabilizzazione del reddito agricolo, offrendo coperture specifiche contro piogge persistenti, inondazioni e venti intensi. Con l’intensificarsi della variabilità climatica, la gestione del rischio non rappresenta più una scelta opzionale, ma una leva strategica per la sostenibilità economica delle imprese agricole spagnole.

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