Mondo
No al fondo unico per la nuova Pac
Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovacchia dicono no alla proposta di un fondo unico nel prossimo bilancio a lungo termine in cui includere fondi agricoli e di coesione
19 novembre 2025 | 13:00 | C. S.
La Commissione europea dovrebbe "rivedere profondamente" la proposta di un fondo unico nel prossimo bilancio a lungo termine in cui includere fondi agricoli e di coesione, mantenendo la Pac "come una politica separata, veramente comune, basata su due pilastri e finanziata da un bilancio all'altezza delle sfide".
A chiederlo è l'Italia che insieme a Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Portogallo e Slovacchia ha promosso una discussione informale al Consiglio Ue Agrifish, invitando la Commissione a garantire "continuità evolutiva e migliorativa con l'attuale periodo di programmazione" della Politica agricola comune.
Sottolineando il "rischio concreto" di una "rinazionalizzazione della Pac", Roma e le altre sei capitali sollevano preoccupazioni sull'introduzione di "ulteriori complicazioni" e di un aumento "delle disparità nei livelli di pagamento", nonché di un indebolimento del "principio di equità", come si legge nella nota informativa che accompagna la richiesta di discussione. "Chiedere agli Stati membri di intraprendere un'altra riforma a soli tre anni dall'inizio del periodo di programmazione 2023-2027 appare, francamente, impensabile", concludono i promotori dell'iniziativa.
- Lollobrigida, 'sul bilancio Ue passi avanti ma insufficienti' - "La posizione italiana è stata chiarissima fin dall'inizio: abbiamo detto 'no' al fondo unico indistinto" nel prossimo bilancio. "Anche grazie al lavoro del vicepresidente Raffaele Fitto siamo riusciti a ottenere una riserva importante per il mondo agricolo, ma non è sufficiente", ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida in un punto stampa a margine del Consiglio Ue Agrifish a Bruxelles, interpellato sul prossimo bilancio Ue a lungo termine (2028-2034) e sulla Pac. "Abbiamo già ottenuto dei passi in avanti che sono però insoddisfacenti, quindi c'è ancora da lavorare. Vedremo se la Commissione, rendendosi conto di aver impostato male il ragionamento, porti modifiche che siano soddisfacenti. Qualora non fosse così, il governo" si comporterà "di conseguenza", ha aggiunto.
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