Mondo
L'olivo è simbolo di pace: ce n'è un gran bisogno nel mondo
Piantare un ulivo a Hiroshima non è solo un gesto simbolico ma un impegno concreto verso il futuro. L’ulivo è un messaggio di pace che parla la lingua universale della vita
17 novembre 2025 | 15:00 | Pasquale Di Lena
Chi rientra, dopo aver piantato l'Olivo della Pace a Hiroshima in Giappone. Stiamo parlando dell’Associazione Nazionale delle Città dell'Olio, nata a Larino, nel Molise, 31 anni fa, che, a 80 anni dalla bomba atomica, va, con il suo presidente, Michele Sonnessa e il suo direttore, Antonio Balenzano, a piantare un olivo, con il sindaco della Città martoriata, Kazumi Matsui, le autorità municipali giapponesi e i rappresentanti dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato Generale d’Italia in Giappone e dell’Associazione Italia-Giappone di Hiroshima. E chi - il Ministro della Difesa del governo italiano, Crosetto, che di armi se ne intende - è stato a Washington in America per incontrare il suo omologo Ministro della guerra del governo Trump, Pete Hegsth, per contrattare le armi da mettere a disposizione del’Ucraina. Un vero e proprio piano d'acquisto che rallegrerà l'industria bellica americana che influenza non poco la situazione che vive la nostra madre Terra con le guerre e le azioni di furto e distruzione di territori
Stiamo parlando di uomini composti di carne e ossa che, però, la pensano in modo diametralmente opposto. I primi impegnati, con i sindaci di 540 comuni italiani, a promuovere la pace e il secondo che, con i suoi colleghi di governo, adora le armi e, con esse, la guerra.
Nel corso della cerimonia che c’è stata l’11 di giugno sono state pronunciate le parole di Papa Francesco che esortavano ed esortano i fedeli a “chiedere a Dio di far germogliare la pace nel cuore di ogni uomo come fa una pianta di olivo nella terra”. Accanto all’olivo è stata collocata una targa in bronzo bilingue (italiano e giapponese), simbolo tangibile dell’amicizia tra Italia e Giappone e della volontà delle Città dell’Olio di promuovere la convivenza pacifica, la solidarietà tra i popoli e il rispetto dei diritti umani.
“Un gesto semplice ma profondo - ha dichiarato il Presidente dell’Associazione nazionale delle Città dell’Olio, Michele Sonnessa - che intende radicare, nel cuore della città simbolo del dolore e della rinascita, un messaggio destinato a durare nel tempo. Piantare un ulivo a Hiroshima non è solo un gesto simbolico ma un impegno concreto verso il futuro. L’ulivo è un messaggio di pace che parla la lingua universale della vita: cresce lentamente, resiste alle tempeste e porta i frutti anche dopo le ferite. E’ Immagine stessa della speranza che il mondo oggi invoca”. Subito dopo l’intervento del sindaco di Hiroshima Kazumi Matsui. “E’ per me un immenso piacere ricevere questo albero di ulivo dal popolo italiano, permeato di speranza di pace. Spero sinceramente – ha continuato – che questo ulivo, carico delle nostre speranze, cresca forte e alto con il passare degli anni, germogli foglie di solidarietà con le città del mondo e dia il frutto più importante: un mondo libero dai conflitti. La Città di Hiroshima si impegna a fondo per la promozione della cultura della Pace, per grantire che una cultura che una cultura che condivida la volontà di pace metta radici nella vita quotidiana dei cittadini di Hiroshima. Chiedo umilmente al popolo italiano di unirsi a noi nel nostro impegno per diffondere la Cultura della Pace”.
Ed ecco il commento del direttore Antonio Balenzano : “La cerimonia, svoltasi l’11 Settembre a Hiroshima, è stata un’esperienza che lascia un segno profondo. Grazie alla collaborazione diretta con il Sindaco e gli amministratori della città martire abbiamo potuto realizzare un gesto semplice, ma dal grande valore simbolico: piantare un ulivo italiano nel cuore del Memorial Park, come segno di amicizia e speranza. Questo momento ci ricorda che le Città dell’Olio possono contribuire, con piccoli gesti concreti, a diffondere una cultura di pace e rispetto tra i popoli".
Un invito a non fermarsi che è già ne “Le linee programmatiche 2026 delle Città dell’Olio”, ricco di interessanti iniziative. Avendo letto il documento aggiungerei l’invito alle Città dell’Olio associate di piantare l’Olivo della Pace. e, a fianco, collocare la targa in bronzo bilingue (italiano e giapponese), simbolo tangibile della solidarietà con Hiroshima e dell’amicizia tra Italia e Giappone.
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