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Il mercato britannico dell'olio di oliva: occasione persa per l'Italia

Il mercato britannico dell'olio di oliva: occasione persa per l'Italia

L'Italia dell'olio di oliva nell'ultimo anno ha visto scendere la propria quota di mercato al 24% con la Spagna salita al 60%, anche grazie alla leadership sulle private label. Le occasioni non sfruttate di un mercato in crescita

24 settembre 2025 | 14:00 | C. S.

Secondo Grand View Research, il mercato britannico dell'olio di oliva potrebbe raggiungere 1,775 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita annua del 6,2%.

Le opportunità si concentrano sul segmento premium, come oli biologici, monovarietali e DOP, ma anche sull'Horeca. 

Tra il 2020 e il 2023, i consumi interni sono scesi da 85.000 a 62.000 tonnellate, influenzati dal prezzo del prodotto. Tuttavia, le vendite di valore sono cresciute del 70% in cinque anni, raggiungendo i 297,9 milioni di sterline nel 2024. Il consumatore britannico è migrato verso formati più piccoli, private label e prodotti premium, mantenendo la presenza di olio d'oliva nelle case.

Occasioni che l'Italia potrebbe sfruttare ma non ha ancora fatto, anzi.

La Spagna ha aumentato la sua quota di mercato dal 59,4% nel 2019 al 67,4% nel 2024. L’Italia, il suo principale concorrente, ha perso terreno, passando dal 29,2% al 24,5%. Grecia, Tunisia e Portogallo emergono come attori secondari. Il prezzo medio all’importazione dalla Spagna è triplicato tra il 2020 e il 2024, raggiungendo €8,29/kg, mentre l'olio  italiano ha superato i 10 euro/kg, posizionandosi come il più costoso.

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