Mondo
Vietato importare piante esotiche: i cittadini diventano ambasciatori della salute delle piante
Attenzione a non importare piante, semi, fiori, frutta o verdura al rientro da un viaggio extra UE: un grave rischio per le nostre piante, l’ecosistema e l’ambiente agricolo e naturale
13 maggio 2025 | 12:00 | C. S.
Con una maggiore attenzione alla partecipazione, alla collaborazione e alla responsabilizzazione dei cittadini, per la prima volta in Italia la campagna #PlantHealth4Life, promossa dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dalla Commissione europea (CE), in collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), riunisce partner di 26 Stati membri dell’UE, 5 paesi in fase di preadesione e la Svizzera per sensibilizzare e spronare gli individui a pensare in modo critico sui legami vitali tra la salute delle piante, l’ambiente e la nostra vita quotidiana. Sottolineando l’azione pratica e il coinvolgimento della comunità, la campagna incoraggia i cittadini informati non solo a riflettere, ma anche a condividere le loro conoscenze e a ispirare gli altri a partecipare allo sforzo collettivo volto a salvaguardare i nostri ecosistemi e le nostre economie.
In Italia in particolare la campagna vuole rendere consapevoli i viaggiatori da viaggi extra UE rispetto all’importanza di non portare con sé piante, semi, fiori, frutta e verdura, per evitare di introdurre organismi nocivi o malattie nel nostro Paese, con gravi rischi per le piante, l’ecosistema, l’ambiente agricolo e naturale. Infatti anche un minuscolo seme o un frutto all’apparenza innocuo può rappresentare un pericolo. Se si ha cura di fare le valigie in modo responsabile, controllando tasche e scompartimenti e assicurandosi di non trasportare piante o prodotti vegetali nei bagagli, si può evitare di imbarcare ospiti indesiderati.
Per «piante o prodotti vegetali» si intendono le piante vive, i fiori, la frutta e la verdura fresche, i semi, le talee, i bulbi e qualsiasi altra parte di piante potenzialmente in grado di trasportare organismi nocivi o malattie. Se si viaggia fuori dell’UE, o in territori d’oltremare[1] nelle regioni dell’Atlantico, dell’Antartico, dell’Artico, dei Caraibi, delle Indie e del Pacifico, al ritorno, indipendentemente dal mezzo di trasporto che viene utilizzato, è fondamentale evitare di trasportare organismi nocivi; in questo modo, sarà possibile permettere a piante e a ecosistemi autoctoni di sopravvivere e prosperare.
In che modo la salute delle piante incide sulla nostra vita?
Le piante costituiscono l’80% degli alimenti che consumiamo, nutrono gli animali che alleviamo e puliscono l’aria che respiriamo. Ma non è tutto: piante in salute sono sinonimo di una buona resa agricola, che ha un impatto sulla disponibilità e sui prezzi degli alimenti per i consumatori. I cambiamenti climatici e le attività umane, quali il commercio e i viaggi, mettono le piante sotto forte pressione. La diffusione di parassiti e malattie può avere conseguenze economiche e ambientali devastanti. Ad esempio, i focolai del patogeno batterico Xylella fastidiosa hanno devastato gli oliveti dell’Italia meridionale per oltre un decennio, causando la perdita di milioni di alberi e minacciando la biodiversità e le economie locali.
Tuttavia, molti cittadini non sono consapevoli del motivo per cui la salute delle piante è importante. #PlantHealth4Life è volta a sensibilizzare la collettività in merito ai rischi per la salute delle piante e al ruolo che ognuno di noi può svolgere per proteggerle.
«Quando i cittadini comprendono il ruolo vitale della salute delle piante nella loro vita – dagli alimenti sulle loro tavole all’aria che respirano – diventano efficaci promotori di un cambiamento», spiega Sylvain Giraud, responsabile dell’unità Salute delle piante presso la direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare (DG SANTE). «#PlantHealth4Life ci ricorda che ognuno di noi può fare la differenza in modo significativo tenendosi informato e compiendo scelte ponderate che contribuiscono a proteggere ciò che ci sostiene tutti».
«Una pianta non è solo una pianta; può anche portare con sé altri organismi viventi», ha dichiarato Giuseppe Stancanelli, team leader per la valutazione del rischio fitosanitario presso l’EFSA. «Nel nostro mondo interconnesso, le piante si spostano più che mai. Ecco perché l’UE si affida alla valutazione del rischio su base scientifica per comprendere e gestire le potenziali minacce alla salute delle piante, contribuendo a proteggere l’ambiente, l’agricoltura e la biodiversità. Attraverso la campagna #PlantHealth4Life stiamo sensibilizzando l’opinione pubblica in tutta Europa».
Bruno Caio Faraglia, direttore del Servizio Fitosanitario Centrale, incoraggia «tutti a unire gli sforzi e a prendersi cura delle piante nelle immediate vicinanze, in modo da poter godere del loro intenso verde e dare vita insieme all’idea: “Proteggere le piante significa proteggere la vita!”»
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