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Non c'è più olio di oliva nelle cisterne delle cooperative spagnole

Non c'è più olio di oliva nelle cisterne delle cooperative spagnole

Al 30 settembre restano solo 184 mila tonnellate nelle cisterne spagnole ma con vendite stimate a ottobre per oltre 120 mila tonnellate. La Spagna olearia anticiperà la raccolta?

14 ottobre 2024 | 15:00 | T N

Il Ministero dell'agricoltura spagnolo ha diffuso i dati aggiornati sulle vendite e sulle giacenze al 30 settembre 2024.

Nelle cisterne delle cooperative spagnole restano solo 77 mila tonnellate di oli di oliva, a cui se ne aggiungono 107 mila nelle cisterne degli industriali e dei commercianti. Un livello molto alto di stock nelle mani di imbottigliatori e commercianti che si sono premuniti di avere sufficiente olio per coprire, o quasi, il fabbisogno di ottobre. E' stata proprio la competizione per accaparrarsi il poco olio buono disponibile ad aver fatto tenere i prezzi alti dell'olio in Spagna per tutto settembre.

E' anche evidente, sulla base degli stock acquistati a settembre a prezzi medi superiori ai 7 euro/kg per l'extravergine di oliva, che gli industriali spagnoli non sperano in un calo repentino delle quotazioni, sicuramente non prima che la campagna olearia sia in pieno svolgimento.

E' tradizione in Spagna che i primi volumi significativi di olio non arrivino prima della seconda metà di novembre ma, a questo punto, con giacenze quasi azzerate considerando le potenziali vendite di ottobre, tradizionalmente intorno alle 120 mila tonnellate come media degli ultimi 5 anni, è possibile che si assisterà a un anticipo della raccolta, con potenziali rese più basse della media se consideriamo che le prime piogge utili sull'Andalusia sono arrivate solo ai primi giorni di ottobre.

La mossa degli industriali e commercianti spagnoli, che hanno tenuto oggettivamente sostenuto i prezzi, è servita anche a mettere in difficoltà i commercianti e gli industriali italiani che si aspettavano un calo delle quotazioni a settembre in Spagna, proprio in previsione della buona campagna. E' così che nelle cisterne degli imbottigliatori italiani restano solo, al 30 settembre, 19 mila tonnellate di olio comunitario, 2700 tonnellate di olio extracomunitario e 2800 tonnellate di blend di comunitario ed extracomunitario. Un volume complessivo da 25 mila tonnellate, molto basso se consideriamo che la stagione delle offerte speciali sugli scaffali della Grande Distribuzione.

Nel complesso appare evidente che la coperta è corta per tutti gli operatori che si troveranno con richieste che probabilmente non potranno essere integralmente soddisfatte per la prima volta da molti anni.

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