Mondo
Ungheria e Algeria nuove frontiere nella produzione di olio di oliva
Gli olivicoltori ungheresi, al confine della frontiera con la Slovenia, stanno pensando di piantare olivi mentre l'Algeria intende raddoppiare la superficie olivicola
11 ottobre 2024 | C. S.
Il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale algerino intende promuovere la coltivazione dell’olivo attraverso un programma per raggiungere un’area di 1 milione di ettari entro il 2030 mentre gli agricoltori ungheresi pensano di dedicarsi all'olivicoltura.
Secondo quanto raccoltato da Reuters, gli olivicoltori ungheresi, al confine della frontiera con la Slovenia, stanno pensando di affiancare la viticoltura, che tradizionalmente fa parte del paesaggio locale, con l'olivicoltura.
A spingere verso l'olivicoltura anche i prezzi dell'olio della vicina Slovenia, in media 12 euro al litro. Pioniere della nuova olivicoltura in Ungheria è Csaba Torok che ha piantato 200 olivi a Hegymagas, una formazione vulcanica con pendii soleggiati, ampie piogge e terreno ricco. "Vedo questi alberi come parte integrante del paesaggio futuro qui", ha detto Torok, mentre raccoglieva le olive con gli amici, notando che il microclima locale si adatta sempre più agli olivi.
Nel mentre l'Algeria intende raddoppiare la sua superficie olivicola entro il 2030, secondo il rappresentante del Ministero dell’Agricoltura algerino, Redouane Messaoudi.
“Il Ministero ha stabilito un piano urgente per piantare 1 milione di piantine entro la fine di quest’anno, sapendo che le richieste sono alte”, ha detto Messaoudi.
Oggi ci sono 65 milioni di alberi di olivo in Algeria. Per quanto riguarda il volume di produzione, Messaoudi indica 9 milioni di quintali di olive, di cui 3 milioni di olive quintali destinate alla produzione di olio da tavola e il resto per la produzione di olio d'oliva ordinario.
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