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Il Commissario all'agricoltura Ue boccia il Green Deal
Alla vigilia delle elezioni europee iniziano i distiguo per cercare di accaparrarsi le simpatie politiche dei vari gruppi e delle lobbies. Janusz Wojciechowski boccia il Green Deal e indica l'Italia come modello
13 marzo 2024 | T N
“Sicurezza, stabilità, sostenibilità, solidarietà: ecco la mia visione per il futuro dell’agricoltura europea" ha dichiarato il Commissario europeo all'agricoltura, il polacco Janusz Wojciechowski nel corso dell'incontro ‘Nuove coordinate per la sostenibilità dell’agricoltura Ue’, organizzato a Bruxelles da Gea ed Eunews.
Fin qui nulla di particolarmente nuovo ed eclatante visto che sono i pilastri più volte enunciati anche dalla Presidente della Commissione, la tedesca von der Leyen.
Solo che quando il Commissario all'agricoltura si è schierato contro il Green Deal, diversi uditori del convegno hanno fatto un balzo sulla sedia, compresi negli uffici della Commissione che si è affrettata a smentire il suo commissario. Il portavoce Olof Gill ha sostenuto che le parole di Wojciechowski riflettono una sua opinione personale e non la posizione dell’esecutivo Ue.
Ma cosa ha detto il commissario all'agricoltura che ha obbligato la Commissione a una smentita?
Wojciechowski si è dissociato dal Green Deal ricordando che si sta lavorando a “un pacchetto di misure che riducano alcuni aspetti del Green Deal come la sospensione della riduzione dei terreni incolti, come il ritiro del divieto del taglio del 50 per cento dell’uso dei pesticidi”
E riguardo al motto sicurezza, stabilità, sostenibilità, solidarietà spiega nel dettaglio.
Quanto al primo, “ogni cosa che produce insicurezza alimentare non deve essere proposto né introdotto”, scandisce Wojciechowski, che per gli operatori del settore ha un messaggio ulteriore: “Ringrazio tutti gli agricoltori, soprattutto quelli italiani, per il loro lavoro per la sicurezza alimentare”.
Quanto alla seconda delle ‘4 S’, “va fornita stabilità giuridica, il che implica non troppe modifiche nelle regole della Pac e stabilizzare la politica comune”, oltre a garantire “stabilità di reddito” per gli operatori del settore. La sostenibilità “è una grande sfida, perché non riguarda solo ambiente e clima”, ma capacità di stare sul mercato. In tal senso l’Italia, con la sua filiera, è un’esperienza di successo, perché, spiega, i mercati locali, il sistema ‘chilometri zero’, sono tutti esempi di “una diversificazione che è importante”.
Quanto al quarto elemento, l’ultima S della lista, continua, “solidarietà non solo tra Paesi ma tra agricoltori, e in tal senso l’Italia sa offrire un ottimo esempio con le cooperative”, oltre che “solidarietà tra agricoltori e consumatori”.
Due riferimenti voluti, non casuali, al sistema agricolo italiano, visto da Wojciechowski come un modello, un esempio cui ispirarsi e non solo. “Dobbiamo raccomandare l’esperienza italiana per il futuro della politica, con produzione mista”, sostiene. In generale, ricorda, “l’Ue è il più grande esportatore alimentare a livello mondiale”, e in questo “il made in Italy da un contributo importante in questo, con i i suoi vini”, con le sue specialità. E un sistema fatto di tante aziende medio-piccole da preservare. “Per produttività abbiamo bisogno di grandi aziende”, ma quando si parla di agricoltura “dovremmo salvaguardare il modello tradizionale fatto di piccole e medie aziende a conduzione familiare”.
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