Mondo
I leader dell'olio d'oliva spagnolo vogliono l'abolizione del panel test
Paura di perdere la leadership sui mercati mondiali, la richiesta di parametri fisico-chimici più esigenti e anche la volontà di trasformare l'analisi organolettica in una "certificazione" volontaria
28 ottobre 2021 | T N
L'olio d'oliva spagnolo ha una quota di mercato del 44% a livello mondiale e un contributo all'economia spagnola di 4 miliardi di euro.
La sola produzione impiega direttamente 400.000 olivicoltori in 15 delle 17 comunità autonome.
“Stiamo perdendo la leadership della categoria olio oliva”, ha avvertito il presidente e amministratore delegato della multinazionale Deoleo, Ignacio Silva, durante un incontro con i giornalisti insieme al capo della cooperativa Dcoop Group, Antonio Luque.
Entrambi hanno coinciso nel chiedere il coinvolgimento del settore della distribuzione per "valorizzare l'olio d'oliva spagnolo", e hanno criticato il fatto che sia stato utilizzato come prodotto civetta.
Da parte sua, Luque si è detto favorevole a sottoporre l'olio d'oliva "a parametri fisico-chimici più esigenti", e ha raccomandato di "rifocalizzare il panel test". Per il presidente della cooperativa Dcoop, si dovrebbe istituire una "certificazione" volontaria "per garantire che l'olio spagnolo sia il migliore del mondo" ed è favorevole a che le aziende si sottopongano a controlli più approfonditi. Secondo lui, questa certificazione fornirebbe "una maggiore sicurezza giuridica", mentre si fanno progressi scientifici per garantire un sistema di valutazione più obiettivo. Per esempio, Luque è a favore della combinazione di assaggio con analisi fisico-chimiche.
Per il presidente di Deoleo, "vale la pena fare dei passi" in questa direzione per ottenere "il riconoscimento e la valorizzazione mondiale dell'olio".
Leggi anche
L'arca olearia
Sull’olio di oliva no ad accordi con Nord Africa o Sud America: la posizione di Antonio Luque di Dcoop
La prima intervista esclusiva, dopo la polemica sulle truffe dell’olio di oliva in Spagna, al presidente di Dcoop, Antonio Luque. Tra preoccupazioni per la prossima campagna olearia e sul giusto prezzo per l’olio extravergine di oliva che è un difficile equilibrio
24 gennaio 2025 | 16:35
Potrebbero interessarti
Mondo
Il consumo di olio di oliva negli USA influenzato dalla guerra in Iran
La guerra non solo rende l'olio d'oliva più costoso negli Stati Uniti; sta ridefinendo il suo modello di consumo. E, come è già accaduto in altre crisi, quello che inizia come uno shock a breve termine potrebbe finire per consolidare i cambiamenti strutturali nel mercato
05 maggio 2026 | 13:00 | Vilar Juan
Mondo
Zootecnia, il Parlamento europeo cambia rotta: via la narrativa punitiva
L’Assemblea di Strasburgo approva il rapporto Fidanza che chiede norme più chiare sulla carne sintetica, clausole specchio negli accordi commerciali e sostegno agli allevamenti
05 maggio 2026 | 11:00
Mondo
Anche la Huelva vuole il proprio olio di oliva IGP
Dodici frantoi della provincia andalusa uniscono le forze per ottenere il riconoscimento europeo “Aceites de Huelva”. Obiettivo: valorizzare qualità, identità territoriale e competitività internazionale degli extravergini onubensi
05 maggio 2026 | 10:00
Mondo
L'olivicoltura dell'Azerbaigian in crescita: rafforzata la cooperazione con il COI
Dopo l’adesione del 2024, Baku intensifica il dialogo con il Consiglio Oleicolo Internazionale per colmare il divario tra produzione e consumo e sviluppare la filiera agroalimentare
03 maggio 2026 | 10:00
Mondo
Vino francese in crisi: produzione in calo e export in frenata nel 2025
Il settore vitivinicolo, terzo comparto esportatore della Francia dopo aeronautica e cosmetica, si trova dunque ad affrontare una fase complessa, stretta tra cambiamenti climatici, tensioni commerciali e trasformazioni nei modelli di consumo
03 maggio 2026 | 09:00
Mondo
Test svizzero sull'olio di oliva: osservati speciali anche importanti marchi italiani
Pesticidi, plastificanti e residui di oli minerali. Anche alcuni tra gli oli extravergine più venduti in Italia presentano tracce di contaminanti. A rilevarlo è un test condotto dalla rivista svizzera Saldo su 16 prodotti
02 maggio 2026 | 11:00