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PAC: passi necessari ma non sufficienti
La prospettiva di un aumento delle risorse della PAC da 294 a 387 miliardi è un segnale positivo, ma deriva da meccanismi di flessibilità con ampia discrezionalità agli Stati. Non esiste alcun automatismo che garantisca che tali fondi saranno effettivamente destinati all'agricoltura
08 gennaio 2026 | 12:00 | C. S.
La lettera della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sui nuovi impegni per gli agricoltori europei da inserire nel prossimo bilancio europeo 2028-2034 "rappresenta un passo avanti, frutto anche delle mobilitazioni degli agricoltori europei del 18 dicembre scorso e delle pressioni parlamentari, tra cui quelle del nostro gruppo politico. Si tratta però di un passo ancora insufficiente". Lo dichiarano in una nota gli europarlamentari del Partito democratico (S&D) Dario Nardella, Stefano Bonaccini e Camilla Laureti.
"La prospettiva di un aumento delle risorse della Politica agricola comune da 294 a 387 miliardi per il periodo 2028-2034 è un segnale positivo, ma deriva da meccanismi di flessibilità che lasciano ampia discrezionalità agli Stati membri. Non esiste alcun automatismo che garantisca che tali fondi saranno effettivamente destinati all'agricoltura. Inoltre, si tratta di annunci politici non accompagnati, al momento, da proposte normative concrete", rilevano gli europarlamentari, sottolineando che i 45 miliardi, benché "indicati come risorse aggiuntive, provengono dal fondo unico e rischiano di essere sottratti ad altre politiche strategiche, come la coesione. Un modello che indebolisce la natura realmente comune della Pac, aprendo la strada a una frammentazione delle politiche agricole e del mercato unico, con ricadute negative soprattutto per Paesi esportatori come l'Italia", scrivono. "Come socialisti abbiamo chiesto risorse aggiuntive effettive per la Pac, abbiamo detto no al fondo unico e sì alla difesa del pilastro sociale dell'Ue. Non vorremmo trovarci di fronte, quindi, ad una operazione di camouflage politico. Quello che emerge ad oggi è una semplice operazione di anticipazione di finanziamenti già previsti che sono sottratti alla programmazione futura per togliere le castagne dal fuoco al governo Meloni", proseguono gli eurodeputati dem, esprimendo preoccupazione anche per il metodo seguito, "che sembra legare queste aperture sul fronte agricolo al via libera all'accordo Mercosur". Si tratta di due dossier distinti che "non possono essere oggetto di scambio politico, tanto più senza un reale coinvolgimento delle rappresentanze agricole", concludono, evidenziando che sarà "decisivo il lavoro del Parlamento europeo affinché gli impegni annunciati non restino dichiarazioni d'intenti, ma diventino la base di un negoziato serio per garantire risorse certe e adeguate agli agricoltori europei, evitando giochi a somma zero tra politiche fondamentali per lo sviluppo dei territori".
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