Mondo
Le sfide per il settore dell’olio di oliva nel 2026
Troppe criticità per un comparto alle prese con siccità, carenza di manodopera, sfide commerciali internazionali e problemi regolamentari con le nuove disposizioni europee sugli idrocarburi degli oli minerali, MOSH e MOAH
10 gennaio 2026 | 09:00 | C. S.
In Spagna serpeggia forte preoccupazione sulle sfode che dovrà affrontare il sistema olivicolo nel 2026, un insieme devastante di sfide elencate dal direttore generale delle cooperative agroalimentari, Jaime Martínez-Conradi.
Sebbene le piogge primaverili del 2025 abbiano parzialmente alleviato la siccità, l'Associazione delle Cooperative Agroalimentari Andaluse insiste sul fatto che questo temporaneo miglioramento non debba ostacolare una politica idrica ambiziosa e a lungo termine.
Il settore chiede investimenti urgenti nelle infrastrutture idriche, dalle dighe agli impianti di desalinizzazione, dai bacini idrici ai pozzi locali, per garantire l'approvvigionamento durante i periodi di scarsità.
La carenza di manodopera agricola rimane un problema strutturale che minaccia la sostenibilità delle aziende agricole e delle cooperative.
Allo stesso tempo, la successione generazionale continua a essere una priorità. Le difficoltà di accesso alla terra, la bassa redditività e gli eccessivi oneri amministrativi ostacolano l'ingresso dei giovani nel settore.
Il settore si trova inoltre ad affrontare un contesto internazionale complesso. La proposta di PAC 2028-2034, con un taglio di bilancio di oltre il 20% e modifiche al modello, potrebbe generare perdite fino a 400 milioni di euro all'anno per l'Andalusia.
Preoccupa anche la concorrenza sleale derivante da accordi commerciali con paesi terzi, come il Mercosur e il Marocco, che potrebbe colpire in particolare prodotti sensibili come i pomodori di Almería. A ciò si aggiungono i dazi statunitensi sull'olio d'oliva e sulle olive, ancora in vigore dopo le controversie in sede WTO e il caso Airbus-Boeing.
Il settore oleicolo andaluso si trova ad affrontare il 2026 con uno scenario caratterizzato da regolamentazione, qualità e tracciabilità. È prevista la pubblicazione di un nuovo regolamento sugli idrocarburi degli oli minerali (MOSH e MOAH), che stabilisce limiti più severi e richiede controlli interni rafforzati in tutte le fasi di produzione e confezionamento.
Inoltre, l'evoluzione dell'articolo 167 bis, relativo al ritiro obbligatorio dell'olio, solleva incertezze circa i meccanismi di applicazione e la quantità di olio che ciascun operatore deve ritirare, mentre l'autocontrollo volontario rimane uno strumento chiave per garantire la sicurezza e la fiducia dei consumatori. Queste misure impongono al settore di intensificare la propria capacità di analisi, tracciabilità e gestione del rischio, consolidando l'Andalusia come punto di riferimento internazionale per l'olio d'oliva di alta qualità.
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