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Boom delle importazioni di olio d'oliva in Cina: la Spagna dominatrice assoluta

Boom delle importazioni di olio d'oliva in Cina: la Spagna dominatrice assoluta

In percentuale aumenta il peso dell'olio d'oliva e dell'olio di sansa di oliva rispetto a cinque anni fa, quando però le importazioni totali erano la metà. L'Italia ha meno del 10% di quota di mercato in Cina

04 marzo 2021 | T N

Le importazioni di olio d'oliva in Cina rimbalzano per raggiungere la cifra più alta mai registrata, secondo di dati Coi.

La Cina rappresenta circa 4% delle importazioni mondiali di olio d'oliva, posizionandosi al sesto posto dietro gli Stati Uniti (36%), l'Unione europea (17%), Brasile (8%), Giappone (7%) e Canada (5%).

Le importazioni di olio d'oliva e di olio di sansa in Cina sono aumentate del 13,5% nell'ultima campagna. Il mercato dell'olio d'oliva mercato in Cina ha mantenuto una forte crescita durante il periodo da 2014/15 a 2019/20. In quest'ultimo anno, le importazioni hanno raggiunto 55.580 tonnellate, ovvero il 54.8% in più rispetto alla campagna 2014/15.

La Spagna, con un aumento del 17,1% rispetto alla campagna precedente, è il principale fornitore della Cina.
Per origine, poco più del 97% delle importazioni in Cina provengono dall'Unione europea nella campagna 2019/20, con Spagna in testa con l'86,9%, seguita dall'Italia con il 9,3%. Il resto dei paesi è sotto il 2%.

In termini di volume per categoria di prodotto, 66.5% delle importazioni totali erano sotto il codice 15.09.10 (oli di oliva vergini), seguito dal 24,6% sotto il codice 15.09.90 (oli di oliva) e il restante 8,9% corrisponde alle importazioni sotto codice 15.10.00 (oli di sansa di oliva).

Le importazioni di olio di oliva vergine hanno visto una tendenza positiva nell'ultima campagna e il volume importato è aumentato del 31,7% se si confronta la campagna 2019/2020 con la campagna 2014/2015 in cui rappresentavano il 78,3% delle importazioni totali.

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