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L'Italia perde sempre più posizioni nella classifica dell'olio d'oliva mondiale

L'Italia perde sempre più posizioni nella classifica dell'olio d'oliva mondiale

Nella campagna 2020/21 i dati indicano che il consumo sarà inferiore a 3,2 milioni di tonnellate. Nel nostro Paese i consumi scesi a 7,5 kg di olio d'oliva pro capite all'anno e la Spagna ci scavalca

02 marzo 2021 | T N

Il consumo di olio d'oliva è aumentato del 91,1% dalla campagna 1990/91 alla campagna 2018/19. I dati provvisori di per la campagna 2019/20 indicano un aumento del 5,8%, raggiungendo 3,234 milioni di tonnellate.
Le stime per la campagna 2020/21 indicano che il consumo sarà inferiore a 3,2 milioni di tonnellate.

Secondo i dati ufficiali forniti dai paesi e le stime del Segretariato esecutivo del Coi, il consumo mondiale potrebbe raggiungere 3,185 milioni di tonnellate nella campagna 2020/21 per un calo dell'1,5% rispetto alla campagna 2019/20.

Il consumo nei paesi membri del Coi ha raggiunto 2,204 milioni di tonnellate per un aumento del 3,4% nella campagna 2019/20. Il gruppo di paesi dell'Unione europea ha consumato 1,519 milioni di tonnellate di olio d'oliva con un aumento dello 0.7%.
Nei restanti paesi membri del Coi, il consumo ha raggiunto 685 mila tonnellate, lo 9.8% in più rispetto alla campagna precedente. I paesi non membri hanno visto un consumo di 1,030 milioni di tonnellate, l'11,4% in più rispetto alla campagna precedente.

Maglia nera per l'Italia che vede continuare diminuire di olive pro capite all'anno, a 7,5 kg/pro capite/anno nel 2019, contro i 10,6 della Spagna e i 11,5 della Grecia. Presto l'Italia, dopo vedersi conteso il podio della produzione mondiale, con Grecia e Tunisia che hanno ormai valori simili agli italiani, ora potrebbe perdere anche la sua leadership storica nel consumo, sorpassata persino da Cipro che nel 2019 ha consumato 6,7 kg di olio d'oliva/pro capite/anno.

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