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La Spagna non ferma le importazioni di olio d'oliva dal nord Africa
Le giacenze a fine novembre hanno superato le 500 mila tonnellate, con una produzione, nei due mesi della campagna olearia, di 274 mila tonnellate. Nessun boom per le vendite di olio d'oliva iberico
14 dicembre 2020 | C. S.
La Spagna si muove per produrre una gran quantità di olio extra vergine di oliva quest'anno. Un trend che fa ben sperare i produttori che, a fronte delle rese più basse, sperano di compensare con prezzi più elevati.
Tra ottobre e novembre la Spagna ha prodotto 274 mila tonnellate di olio d'oliva secondo i dati ufficiali del Ministero dell'agricoltura iberico, di cui 236 mila nel solo mese di novembre.
Non si ferma però la propensione alle importazioni della Spagna, ancora alle prese con i dazi di Trump e la necessità di non perdere eccessive quote di mercato negli Usa, quindi importando e rivendendo olio nordafricano, tra l'altro a buon mercato. A novembre le importazioni sono state pari a 15 mila tonnellate.
Restano in particolare molto elevati gli stoccaggi del mondo industriale, a 186 mila tonnellate, dopo le scorte fatte di olio a buon mercato della scorsa campagna.
Sono infatti soprattutto gli operatori italiani a fare affari sul mercato iberico, attratti da quotazioni relativamente basse, dai 2,5 ai 2,7 euro/kg per oli di qualità commerciale standard, che però superano i 3 euro/kg per oli di qualità premium.
Alla luce del buon movimento di olio extra vergine di oliva a novembre, si prospetta una raccolta abbondante anche a dicembre, con una qualità in media di extra vergine di oliva commerciale, per far fronte alle carenze di produzione di Tunisia e Portogallo che quest'anno non rappresenteranno agguerriti competitor proprio su tale categoria commerciale.
Nel complesso è lecito attendersi una stabilizzazione dei prezzi al rialzo in Spagna, con interessanti spazi di mercato per gli oli di qualità premium.
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