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In Spagna si vende solo olio extra vergine di oliva della nuova campagna olearia
Ormai le scorte dell'anno passato sono state tutte declassate a olio vergine e lampante. Le quotazioni salgono ma non oltre i 3 euro/kg grazie a una precisa strategia di controllo dei volumi di acquisto
24 novembre 2020 | T N
Il mercato spagnolo dell'olio di oliva vive una stagione di mare calmo, dovuto alla sostanziale assenza di extra vergine sul mercato, con le vere quantità che inizieranno ad affluire solo da dicembre.
Già perchè a fronte di stock per qualche centinaio di migliaia di tonnellate, quel che rimane di extra vergine è una minuzia, visti gli aumenti vertiginosi nei tenori di etil esteri che hanno costretto a una generale declassificazione dell'olio nelle cisterne, da extra vergine a vergine e da vergine a lampante.
Nessun timore da parte degli imbottigliatori però che già da luglio-agosto avevano iniziato a fare scorte dell'extra vergine di buona qualità a prezzo di saldo (2,1-2,2 euro/kg) e ora possono permettersi di centellinare gli acquisti.
E' grazie a questa strategia dell'attesa sull'extra vergine nuovo, in particolare dei grandi gruppi, che il prezzo non è schizzato alle stelle ma è rimasto a 2,6 euro/kg, anche se con punte di oltre 3 euro/kg per Arbequina di ottima qualità.
Ora comincia l'attesa degli olivicoltori che da una parte guardano al prezzo e dall'altra alla resa. Sotto una resa del 20-22% inutile raccogliere ma per ottenere tali percentuali, probabilmente, bisognerà attendere ancore qualche tempo, con il rischio che gli etil esteri siano elevati, con la conseguenza di avere nuovamente tanto vergine e lampante stoccato a fine settembre 2021.
La partita si gioca insomma sul filo dei 2,6-2,8 euro/kg, la cifra minima richiesta dal mondo agricolo, e quella dei 2,4-2,6 euro/kg che è quanto atteso dagli imbottigliatori.
La sensazione è che si attenda anche un po' di capire come si posizioneranno i prezzi in altri mercati, in particolare in Grecia dove tradizionalmente le quotazioni sono di 50 centesimi di euro superiori alla Spagna.
E' però più che probabile che, a fronte di fluttuazioni a dicembre e gennaio, quando si concentra il picco produttivo, la più probabile tendenza sia a una stabilizzazione proprio intorno ai 2,6 euro/kg, ovvero il costo di produzione medio per l'olivicoltura iberica.
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