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Alti costi di produzione e mancanza d'acqua frenano l'olivicoltura australiana

Nello Stato di Victoria si concentra la maggior parte della produzione australiana. La commercializzazione e la promozione nazionale e internazionale dei prodotti olivicolo-oleari è fonte di preoccupazione per un terzo dei produttori

23 luglio 2020 | T N

L'Olive Center (TOC), fornitore di attrezzature, macchinari e consulenza professionale all'industria olearia in Australia, ha appena fatto il punto sugli oliveti e l'olio d'oliva.

Secondo Amanda Bailey, Direttore dell'Olive Center "Gli obiettivi dell'indagine sono stati quelli di determinare cosa pensano i vari stakeholder del settore, identificare le aree di necessità e concentrarsi sull'uso pratico e sul valore dei risultati per gli stakeholder".

Si stima che l'industria olivicola australiana valesse 210 milioni di dollari nel 2016, con circa 10 milioni di olivi. Circa il 90% degli oliveti australiani è destinato alla produzione di olio extra vergine d'oliva.
Secondo le stime di Horticulture Innovation Australia, ogni anno vengono prodotte 117.000 tonnellate di olive, il 63% nello Stato di Victoria, il 17% nel Western Australia, l'11% nel South Australia e il 9% nel New South Wales.

Il bilancio dell'indagine ha mostrato che più della metà degli intervistati ha dichiarato di avere problemi persistenti con parassiti e malattie nei loro oliveti. E il 20% ha dichiarato di avere problemi con gli uccelli, le erbacce, le formiche e l'antracnosi.

Quasi il 42% dei partecipanti ha dichiarato di avere problemi di accesso/fornitura dell'acqua e la mancanza di infrastrutture di irrigazione come uno dei problemi cruciali e una minaccia alla sostenibilità dell'industria olivicola in Australia.

La commercializzazione e la promozione nazionale e internazionale dei prodotti olivicolo-oleari è fonte di preoccupazione per un terzo degli intervistati (31,5%).
Circa il 56,4% degli intervistati ha venduto il proprio prodotto con il proprio marchio; il 9,8% ha venduto il proprio prodotto solo all'ingrosso, mentre il 33,1% ha venduto il proprio prodotto sia all'ingrosso che confezionato. Per quanto riguarda i formati, il più comune era di 500 ml (58,4%), seguito da 250 ml e 20 litri. I produttori e i trasformatori vendono infatti principalmente olive e olio d'oliva all'interno della propria regione, i canali di vendita più popolari sono l'industria alimentare, i mercati di prossimità e online attraverso il proprio sito web.

I costi di produzione dell'olio d'oliva variavano da 3 dollari al litro a 15 dollari al litro, con un costo medio di 6,12 dollari al litro.

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